Multe arretrate, via Rugabella sotto assedio

Chiara Campo

Mezza mattinata in coda. Obiettivo: riuscire a farsi togliere una vecchia multa di cui si era persa memoria. Agli sportelli del Servizio procedure sanzionatorie di via Rugabella, aperti dalle 8.30 alle 12, da giorni passano in media 250 persone in tre ore e mezza. Avviene da quando nelle cassette delle lettere di 130mila milanesi, a fine novembre, sono arrivate le cartelle esattoriali di multe prese - già notificate e non pagate - tra il 2002 e 2003, un «pacchetto» da 90 milioni di euro per il Comune. Anche perchè, ogni 6 mesi di ritardo nel pagamento della contravvenzione scatta un rincaro del 10%, per cui c’è chi si trova a pagare tra more, interessi e spese di spedizione fino a quattro volte tanto la vecchia multa. Il Codacons si è già schierato dalla parte degli automobilisti, giudicando «ingiusto e immorale far pagare gli arretrati, è un enorme business». Ma una funzionaria della polizia municipale, ieri a Palazzo Marino per la commissione congiunta Trasporti e Servizi al cittadino che si è riunita per discutere del problema, ha puntualizzato che oltre il 50% delle sanzioni notificate ai cittadini non vengono pagate nel termine previsto di 60 giorni, e dunque viene avviata la riscossione tramite la cartella esattoriale. Ma il 40 per cento dei milanesi prova a sottrarsi anche a quel punto, finchè non arrivano provvedimenti esecutivi più pesanti, come il pignoramento dell’auto.
La colpa starà nel mezzo, ma certo le supermulte sono dovute alla lentezza della macchina amministrativa. Così la pensa il difensore civico Alessandro Barbetta, che ieri in commissione ha sostenuto: «Il settore competente ha attraversato una crisi organizzativa, e i ritardi sono un problema di esclusiva responsabilità del Comune. Entro fine 2007 dovrebbe essere esaurita la giacenza relativa alle multe notificate fino al 2005, ma bisogna stringere ancora i tempi». Alberto Garocchio, consigliere di Fi, punta il dito contro «interessi annuali del 20% che sono da usurai», e critica la «lettura difficilissima dei moduli, è compito del Comune aiutare i cittadini a decodificare le cartelle esattoriali». Per Basilio Rizzo (Miracolo a Milano) «bisogna rivedere l’esternalizzazione del servizio alle Poste Italiane, che comporta per il cittadino una spesa di 11 euro».
I milanesi, intanto, fanno la coda imbufaliti in via Rugabella. Pietro M. ha in mano una cartella da 1.116 euro per una multa che tre anni fa ne costava 656, e non ha nemmeno capito la violazione: «Ho cercato su internet a cosa si riferisce il codice, è rimasto un giallo. Sembrerebbe l’assicurazione dell’auto, ma l’ho sempre pagata..». Tiziano M. invece ha in una mano la cartella per una multa che non avrebbe pagato nel 2002, nell’altra la ricevuta del regolare pagamento, davanti a sé una coda di almeno un paio d’ore: «È evidente che hanno sbagliato a inviarmela, io intanto perdo mezza giornata di lavoro per farmi annullare la multa».