Multe dell’autovelox per comprare lo scuolabus

(...) dal Comune. È chiaro che se c'è da andare a Maissana ingrani la terza, colpettino di freno se sfiori i 50, ti metti comoda e quando arrivi arrivi. E c'è d'andare, giusto per capire chi se le becca tutte 'ste multe. Settecento abitanti per undici frazioni su 5400 ettari, borghi deliziosi ricamati di creuse e sottopassi, i camini che fumano, l'odore di castagne e terra umida, e la gente che s'affaccia per chiederti chi cerchi. Ne blocchi un paio, parli del primato e questi non ti mollano più. Il cognato di uno dei due ne ha prese quattro nello stesso giorno, «due in andata e due quando è tornato indietro. La prima a Torza e la seconda a Ponte Santa Margherita, che però è già Carro». Perché Maissana non è che ha seminato scatolette come i funghi; ne ha messo due ben visibili solo a Torza e tanto basta per mietere a manetta. Questione sentita in paese, commentata a margine, e condita di qualche ricorso. S'unisce al gruppetto anche Mino che ha mollato Sestri Levante per eleggere a sua residenza Maissana e beccarsi a 70 anni la sua prima multa per eccesso di velocità. L'hanno fotografato mentre sfrecciava a 58 chilometri orari al Ponte Santa Margherita «con il limite dei 50 che adesso però hanno cambiato in 70. Vede che c'è qualcosa di poco chiaro nella gestione di questi aggeggi?» Intanto arriva Marco Vassalli, gestore del Circolo Acli sulla piazza del Municipio di Maissana, capogruppo di minoranza, collezioni di multe e ricorsi al Giudice di pace: «Usano l'autovelox esclusivamente per fare cassa. Non interessa a nessuno la sicurezza dei cittadini, tant'è vero che la macchinetta è sullo stradone, oltre il centro abitato dove invece avrebbe senso collocarla». É vero che a fare il pieno di multe sono i «foresti», che forse non elaborano il limite dei 50 su quella strada-pista, ma anche gli indigeni non scherzano: «Lo sai bene dove stanno gli autovelox - ti spiega Antonio - ma c'è la volta che sei distratto, che parli con chi hai vicino o magari hai fretta perché la farmacia ti chiude e le medicine ti servono subito, e clic, ti ci trovi bello stampato da giornale». Il sindaco Alberto Figaro lucida i respingenti: «Sono solo due postazioni che abbiamo voluto fisse per allontanare ipotesi di imboscate - premette lui - La strada è un rettilineo largo 5-6 metri senza marciapiede e c'è già scappato il morto. Le macchine sono ben visibili e segnalate, quindi chi vuol prendersi la multa se la prenda». Insiste che l'obiettivo è ridurre la velocità in quel tratto, e t'assicura che i Comuni vicini sono in linea quanto ad autovelox. Tutti a far cassa dunque? «L'introito che ne deriva per metà deve essere investito in sicurezza stradale - spiega formale il sindaco, che però poi attacca per difendersi: se non è l'autovelox, sono i parcheggi o i divieti di sosta a rimpinguare l'erario di altri Comuni». Tiè, ce n'è per tutti, e come schiaffo morale la rivelazione: «Il pulmino per il trasporto scolastico, costo 60.000 euro, lo abbiamo pagato per metà con i contributi della Regione e per metà con l'autovelox». Non lo voleva dire, ma quando ci vuole, ci vuole. Mettiamola così: quel decimo posto meritato a suon di foto, rigorosamente davanti e dietro (Miss Italia a parte), a qualcosa è servito. Restano gli autisti «foresti» a sfrecciare su Torza: è consigliato sorriso, e opere di bene.