Multe e omaggi per combattere l’alcol al volante

Simone Turchetti

«E adesso come faccio? Ho la tesi fra una settimana!» sbotta la ragazza. Il poliziotto però non può farci niente, il tasso alcolemico dell’automobilista è schizzato alle stelle. Non ci sono alternative, la patente va ritirata. È una delle tante situazioni in cui si sono trovati gli agenti della Polstrada di Settebagni, che venerdì notte hanno effettuato una serie di controlli per combattere le stragi sulle strade all’uscita dai locali notturni. Sull’Aurelia, a Fregene e sul piazzale Cristoforo Colombo di Ostia, le implacabili palette dei poliziotti sono calate come ghigliottine di fronte a 300 auto, fermate e controllate. Le otto pattuglie, al comando di Rolando Pazienza, da mezzanotte e mezza alle sei di mattina hanno compiuto il massacro. Di punti patente, naturalmente. Ne sono stati depennati oltre mille, mentre 51 automobilisti hanno dovuto salutare i propri permessi di guida, ritirati per vari motivi. Soprattutto per eccesso di velocità e guida in stato d’ebbrezza, ma anche per guida pericolosa e uso di stupefacenti.
Sono tempi duri per chi trasgredisce il codice della strada. Da giugno sono aumentati i controlli del Comando Compartimentale Polstrada del Lazio, diretto dal generale Roberto Gabrielli. Dall’inizio dell’estate, ogni week end sono stati tolti in media oltre cinquecento punti a notte. Venerdì sotto i colpi di etilometri e autovelox sono cadute circa 500 persone. In massima parte giovani, ma anche persone tra i trenta e i quarant’anni. Il sesso invece non è più una discriminante: a quanto pare le ragazze ingurgitano alcool quanto i ragazzi, tanto che oltre metà delle patenti ritirate appartenevano a guidatrici. In alcune auto addirittura tutti gli occupanti superavano il tasso alcolico nel sangue consentito, col risultato che a nessuno a bordo è stato permesso di mettersi al volante per tornare a casa. Oltre alla multa, questi poco accorti conducenti hanno dovuto perciò ricorrere al carroattrezzi, oppure chiamare a casa in piena notte, per farsi venire a recuperare da amici o parenti. Una vera onta.
Ma la severità non è stata l’unica maschera indossata nell’occasione dalla polizia: ai «virtuosi» che sono risultati totalmente sobri sono stati regalati 30 biglietti per l’ingresso nelle discoteche, offerte da Ania, (l’associazione delle imprese di assicurazione), la Polizia Stradale e i proprietari delle discoteche. La speranza è di incentivare in questo modo comportamenti più corretti alla guida. Intanto, anche chi è stato punito e ha dovuto dire arrivederci alla licenza di guida sembra aver compreso le ragioni della mano pesante della polizia. Certo, non è mancato chi «non c’è voluto stare» e ha abbaiato ai poliziotti «andate ad occuparvi di criminali e terroristi». Ma gli altri hanno chinato il capo e si sono battuti il petto in segno di pentimento. Un segnale positivo, un gesto di responsabilità. Certo, era meglio pensarci prima.