«Multe e sequestri, così fermiamo i lavavetri»

De Corato: «Applichiamo regolamenti di polizia urbana: non ci sono dubbi di costituzionalità»

Lavavetri indesiderati e strumenti giuridici per allontanarli, «Milano è in una botte di ferro». Garanzia a firma del vicesindaco Riccardo De Corato: «Rispetto all’ordinanza di Firenze, per cui sussistono dubbi di costituzionalità, la strada intrapresa dalla nostra amministrazione è inattaccabile. Noi - spiega De Corato - non facciamo altro che applicare un regolamento di polizia urbana, approvato dal Consiglio comunale, che riguarda il divieto di lavare i veicoli in strada». Escamotage che fa affidamento sulla sanzione amministrativa (50 euro di multa e sequestro del «kit» da lavoro) anziché ingarbugliarsi nell’arresto che necessita della convalida di un magistrato, come previsto invece dal modello fiorentino. «Evitiamo perciò lungaggini e difficoltà», riassume il vicesindaco.
Intanto, sono state rese note le prime cifre relative all’«Anagrafe degli ultimi», il data base della marginalità su cui i ghisa stanno lavorando da oltre un mese, per preparare il terreno alla piena attuazione della Direttiva Ue che consentirà di rimpatriare quelle presenze (irregolari) che la città non può assorbire. Tra luglio e agosto i vigili hanno identificato e catalogato 374 identità. Si tratta, nella totalità dei casi, di cittadini romeni comunitari dal 1° gennaio di quest’anno. Disperati che sostano ai semafori, chiedono l’elemosina, oppure sbarcano il lunario con attività per nulla cristalline. Il loro numero potrebbe crescere a dismisura, ora che si fa «pressing» (...)