«Multe, intervenga il difensore civico»

Sul fronte della lotta al traffico e all’inquinamento, che continua a mietere vittime, l’unica strada scelta dal Campidoglio è quella di puntare sull’incremento delle multe, anche quando la repressione delle violazioni non ha nulla a che vedere con la fluidificazione della circolazione. Incentivi agli ausiliari del traffico e telecamere spara-multe piazzate ovunque con l’evidente scopo di rimpinguare le casse del Comune e le tasche dei cosiddetti «vigilini». L’accusa alla giunta Veltroni è mossa da uno che se ne intende di viabilità: il leader del sindacato autonomo dei vigili urbani Ospol Luigi Marucci, che è da poco in pensione ma che, come molti suoi colleghi, ha trascorso decenni a dirigere il traffico nel centro storico. «Con i poteri speciali ricevuti dal governo - spiega Marucci - il sindaco Veltroni si è assunto il compito di frenare il fenomeno dello smog a Roma, con opere d’avanguardia contro l’inquinamento che colpisce prevalentemente bambini e anziani. Ma a farne le spese, con malattie invalidanti, sono soprattutto i vigili urbani che per sette ore al giorno sono a dirigere il traffico proprio negli incroci dove l’amministrazione comunale ha installato le centraline di monitoraggio».
«Le uniche opere messe in cantiere - continua Marucci - per contenere le polveri sottili e il monossido di carbonio, sono state quelle di installare telecamere in 52 strade e piazze di Roma, per il controllo della doppia fila, della sosta nei posti riservati e nel controllo veicolare nei momenti di chiusura del traffico cittadino dando, così, potere di multa alle telecamere. Questo tipo particolare di videosorveglianza - fa notare il sindacalista - non è previsto da nessuna legge (non è né autovelox, né telecamere agli stadi) e viola la legge sulla privacy giacché fissa le immagini personali di chi si sia fermato e sceso dall’auto».
«Ma la ciliegina sulla grande torta delle multe, che cade proprio nel momento in cui il sindaco acquisisce i poteri speciali - protesta Marucci - è quella di aver istituzionalizzato il principio della incentivazione per gli ausiliari del traffico sulle multe elevate. Che si tratti di un provvedimento illegittimo, oltre che vessatorio, è dimostrato semplicemente dalla mancanza di qualunque norma giuridica che preveda tali incentivi. Anzi l’articolo 208 del Codice della Strada stabilisce che una parte dei proventi delle multe debbano essere impiegati per opere di miglioramento delle strade o per ammodernare i mezzi della polizia municipale e non finire nelle tasche degli ausiliari».
Visto il silenzio del Campidoglio, l'Ospol chiama in causa direttamente il Difensore civico, che dovrebbe svolgere quella funzione di tutela degli interessi dei cittadini tartassati da contravvenzioni, ormai elevate al rango di tasse surrettizie. Il sindacato invita il Comune «a fare un passo indietro sul fronte delle multe a ogni costo» e a garantire «il rispetto delle norme del Codice della Strada».