Multe pazze, errore corretto ma notifiche oltre i termini

Stanno piovendo in questi giorni nelle case dei cittadini le versioni rivedute e corrette delle multe recapitate nelle scorse settimane senza l’indicazione di dove potessero essere ritirate. Circa 26mila i verbali incompleti e senza firma notificati da Post-Tel, che invece di specificare la casa comunale di deposito presso la quale ritirare le contravvenzioni facevano riferimento ad una generica «Casa comunale sita in Roma».
Le Poste, cui l’amministrazione aveva affidato il servizio di stampa e spedizione delle raccomandate, hanno provveduto a riparare all’errore. Ma c’è un particolare: poiché le multe «con sorpresa» sono riferite in gran parte al mese di giugno, nel frattempo i tempi previsti dal codice della strada per la notifica delle stesse sono scaduti. Diversi verbali sono già stati recapitati fuori tempo massimo. E se la dimensione del problema dovesse avvicinarsi alle 26mila contravvenzioni iniziali, il contenzioso potenziale nei confronti del Campidoglio sarebbe di preoccupanti proporzioni.
Il perché è presto detto: se i cittadini, di fronte alle notifiche effettuate a termini scaduti, dovessero decidere di presentare altrettanti ricorsi, non solo il Comune avrebbe speso inutilmente i soldi per la stampa e la spedizione del verbale, non solo potrebbe non incassare un centesimo delle contravvenzioni elevate, ma rischierebbe - e non sarebbe la prima volta - di vedersi accollate le spese di eventuali contenziosi davanti al giudice di pace che dovesse dar torto all’amministrazione.
«Questa volta pretendiamo una spiegazione, e l’individuazione di un responsabile - affermano Gabriele Di Bella e Giancarlo Cosentino, responsabili romani della Cisl per la Polizia municipale -. Abbiamo chiesto un incontro urgente con l’amministrazione, per sollecitare una verifica in autotutela ed evitare un contenzioso potenzialmente disastroso, che potrebbe produrre un danno ai cittadini e anche un rischio di danno erariale. Un accordo fra le organizzazione sindacali e gli assessori Causi e Hermanin prevedeva che le notifiche a Roma fossero effettuate dai vigili urbani, anche per le multe elevate dagli altri. Gli accordi sembrano ormai una tela di Penelope, si fanno di giorno e si disfano di notte. A questo punto poniamo una domanda provocatoria: forse i vigili urbani, se avessero fatto come da accordi le notifiche, si sarebbero accorti che i termini erano scaduti?».