Multe Roma capitale dei verbali: ogni romano sborsa (forse) 133 euro

È la capitale delle multe. Roma è la città italiana con il maggiore «fatturato» per contravvenzioni da violazioni al Codice della strada (339 milioni di euro nel 2007, quando la capitale era ancora amministrata da Walter Veltroni, con aumento del 46,5 per cento rispetto al 2006), ma anche il secondo tra i 105 capoluoghi di provincia italiani per ammontare pro capite delle multe: 133,30 euro ciascuno, compresi neonati, minorenni, senza patente e senza auto. Solo Caserta è più severa con gli automobilisti indisciplinati, con 138,30 euro a cittadino. Roma, che l’anno scorso, per i dati relativi al 2006, era terza, scavalca Firenze (131,20 euro), e si piazza davanti alle altre metropoli: Milano è al 5° posto (102,60 euro), Bologna al 9° posto (76,80), Napoli al 10° (74,50), Torino all’11° (70,30), Palermo al 19° (51,70) e Genova al 21° (49,70). E anche dal resto della regione, non arrivano buone notizie per gli automobilisti. Il Lazio è nettamente la regione con il maggiore ammontare di multe annue: oltre 401 milioni contro i 302 e passa della Lombardia, che ha una popolazione quasi doppia, e molto di più di Campania (148 milioni) e Sicilia (88 milioni), che hanno una popolazione simile. La provincia nettamente più tartassata è quella di Roma (366,6 milioni), seguita a distanza da Latina (20,4), Viterbo (6,2), Rieti (5,3) e Frosinone (2,4). Tra gli altri capoluoghi del Lazio, salatissimo il conto delle multe per Rieti (104,30 euro l’anno ciascuno, quarto posto in Italia), molto più lieve per Viterbo (21,20 euro), Latina (19,90) e Frosinone (solo 6,80 euro, al sestultimo posto in Italia).
Certo, non tutti questi soldi finiscono nelle casse comunali. Nel dossier pubblicato ieri dal Sole 24 Ore Roma è molto indietro nella percentuale delle contravvenzioni riscosse rispetto alle violazioni verbalizzate. Meno di un terzo delle multe (vale a dire il 31,8 per cento) si trasforma in soldoni per il Campidoglio. Un dato piuttosto deficitario, se si considera che a Milano la percentuale di monetizzazione è dell’83,2 per cento, a Torino del 66,2 per cento, a Genova del 95,3 per cento e a Bologna addirittura del 100 per cento. Ogni botta ’na tacchia, come si dice a Roma. Solo nelle grandi città meridionali c’è una percentuale inferiore di riscossione: a Napoli il 17,8 per cento, a Palerno il 23,9. Fare tante multe e non farle pagare è un po’ come arrestare i criminali e poi lasciarli andare via: una severità di facciata.
C’è qualche comune minore dove i vigili sono più severi che nella capitale: ad esempio Sperlonga, gioiello del litorale pontino, dove ogni cittadino paga all’anno 390,97 euro (ma c’è da giurare che la gran parte delle contravvenzioni sia a carico di turisti e bagnanti). Forse ancora più clamoroso il caso di Santa Marinella, dove l’ammontare annuo delle multe è di 286,45 euro per ciascuno dei 16.727 abitanti - anche qui compresi i non guidatori. Ciò che fa del comune balneare vicino a Civitavecchia il trentesimo comune italiano per contravvenzioni, ma il primo sopra i 15mila abitanti in tutta Italia. Tutti gli altri comuni dal verbale facile, a partire da Comabbio (Varese), primo in classifica con 2856,81 euro di multe a testa, hanno meno di 6mila abitanti, in genere tra i mille e i 2mila. Ed è chiaro che nei piccoli borghi le infrazioni difficilmente passano inosservate. Altri comuni del Lazio dove bisogna stare attenti a parcheggiare in zona vietata o a «bruciare» il rosso sono Gaeta in provincia di Latina (269,46 euro di multe pro capite all’anno), Proceno in provincia di Viterbo (254,37), Latera in provincia di Viterbo (160,48), Prossedi in provincia di Latina (159,11) Pignataro in provincia di Frosinone (152,75), Roccasecca dei Volsci in provincia di Latina (151,77), Formia in provincia di Latina (145,25), Nemi in provincia di Roma (122,79).