Multe, si accendono altre trenta telecamere

Andrea Fontana

Una trentina di vigili elettronici nuovi di zecca pronti a sorprendere chi entra nelle zone «off limits», passa col rosso o pigia troppo l’acceleratore. Quindici già installate e testate per i due mesi previsti dalla procedura, dal primo luglio a fine agosto, vengono tarate in questi giorni dalla polizia municipale e attendono solo l’ok dell’assessore alla viabilità, Giorgio Goggi, che spiega «Buona parte di queste telecamere potrebbe entrare in funzione tra poco». Più della metà di queste saranno al lavoro nelle cosiddette Ztl, le Zone al traffico limitato: aree ad accesso vietato alle quattroruote e corsie preferenziali, come sui viali Tibaldi e Toscana.
Altrettante le telecamere già montate nei punti concordati, ma ancora in «stand by» per quanto riguarda le verifiche. L’attivazione non arriverà prima del 2006 e probabilmente saranno sul tavolo della nuova giunta di Palazzo Marino. Ogni telecamera infatti prima di trasformarsi in un vigile a tutti gli effetti deve superare una fase di sperimentazione in cui è accesa ma non fa multe: passato l’esame può prendere servizio solo dopo l’avviso ufficiale fatto ai cittadini. Un’iniezione di tecnologia dunque che quasi raddoppia gli occhi in allerta sui milanesi motorizzati.
Chi scatta sopra i 50 chilometri orari in viale Legioni Romane o brucia il rosso all’incrocio tra viale Zara e viale Marche presto non avrà più scampo. Le nuove telecamere in uniforme vigilano e registrano, assolutamente indisponibili a «chiudere un occhio» come possono fare talvolta i ghisa dal cuore tenero. Ma chi pensa che gli agenti elettronici facciano strage di multe, deve ricredersi: quarantacinque multe al giorno in media nei primi sei mesi dell’anno quando le telecamere funzionanti erano 27, salite poi alle attuali 38. Non molte a dir la verità, se si tiene conto dell’elevato numero di automobili che transitano sotto lo sguardo dell’occhio elettronico. Un’impressione confermata dalle statistiche snocciolate dall’assessorato al Traffico: «Se nella prima parte del 2004, i passaggi irregolari erano 65 su cento, quest’anno siamo a 34 - precisa Goggi -. Quando sono state installate le prime telecamere erano i transiti irregolari erano il 25-27 per cento». E il bilancio del lavoro dei ghisa tecnologici da gennaio a giugno scansa ogni dubbio, promuovendo i milanesi al volante: 220 mila verbali contro i 380 mila dello stesso periodo dell’anno precedente. E la paura da telecamera rende più prudenti anche nelle zone non «videocontrollate»: tagli drastici di contravvenzioni da semaforo rosso e corsie riservate anche sul taccuino degli agenti in carne e ossa. Un pacchetto di multe per un valore complessivo superiore ai 16 milioni di euro per il primo semestre dell’anno, che Palazzo Marino dovrebbe incassare sulle strade dal lavoro dei soli vigili elettronici. Dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, perché la distanza tra i verbali accertati e quelli riscossi è notevole. Solo quattro multati su dieci infatti pagano subito, mentre per il restante 60 per cento il tempo passa tra ricorsi, contestazioni e nuovo invio della contravvenzione.