«Le multe con le telecamere? Sono una tassazione indiretta»

Il sindacato Ospol: per migliorare il traffico servono più vigili. «Congelati» i fermi emessi con le cartelle pazze

Automobilista, attento a dove parcheggi, qualcuno ti sta multando. È inutile però cercare all’orizzonte la sagoma del vigile urbano: il nemico pubblico numero uno degli automobilisti romani è adesso la telecamera «multatrice». Questa, piazzata sopra le vetture degli agenti o fissa, possiede un privilegio rispetto al collega in carne e ossa: non lascia preavviso. Poco importa che le infrazioni al codice della strada vanno di norma contestate al trasgressore, «al nostro centralino - sostiene una nota dell’Ospol (Organizzazione sindacale delle polizie locali) - arrivano centinaia di telefonate di cittadini inferociti a causa di un numero imprecisato di verbali per infrazioni rilevate, a loro insaputa, dal nuovo sistema di telecamere».
Il numero di questi «agenti elettronici» è aumentato in maniera massiccia in molte zone della città, con relativo incremento delle multe, «tanto da diventare una sorta di sistema di tassazione indiretta per l’automobilista romano - continua la nota - il quale è impossibilitato il più delle volte a non trasgredire, data la carenza cronica di parcheggi e di seri piani del traffico».
Una situazione grottesca per l’Ospol che si è messa subito a disposizione di tutti i cittadini che abbiano intenzione di fare ricorso e che vede l’organizzazione sindacale fortemente critica verso la gestione del fenomeno da parte dell’amministrazione comunale: «La politica di gestione del traffico deve essere finalizzata all’educazione e alla prevenzione. L’amministrazione deve rinunciare, quindi, al proposito di ricercare nelle sanzioni amministrative un modo per ripianare la casse comunali».
L’invito rivolto al sindaco Veltroni, in quanto commissario delegato di governo, è «di adeguare l’organico del corpo della polizia municipale alle previsioni della legge regionale (almeno due agenti ogni seicento abitanti)». Il principio è che solo la presenza di personale qualificato, e non di un surrogato «televedente», può essere d’aiuto all’educazione del cittadino alla legalità.
Esiste poi un altro fronte caldo per l’amministrazione comunale: nell’ambito del problema dei fermi amministrativi affidati alla Gerit, concessionaria per la riscossione dei tributi di Roma, la situazione resta complicata. Tutti i fermi auto nati dalle cosiddette «multe pazze», infatti, sono stati bloccati a tempo indeterminato. Dopo una riunione fra la Gerit e il Comune si è decisa, come si legge in una nota di Gerit-Gruppo Equitalia, «la sospensione dei fermi amministrativi fino a quando i sistemi informatici del Comune e della stessa Gerit, relativi alle sanzioni del codice della strada, non avranno completato le operazioni di allineamento».
Da mesi, infatti, migliaia di cittadini lamentavano i numerosi errori nei preavvisi di fermo che venivano inviati. Molti i casi di cittadini che sono stati convocati per le contestazioni all’Ufficio contravvenzioni a gennaio 2008, per casi di multe già pagate o annullate, e ai quali potrebbero essere bloccate le automobili già da ottobre di quest’anno. Una situazione che ha creato imbarazzo e ha costretto il Campidoglio e la Gerit a risolvere la situazione con la decisione di bloccare tutto, almeno per il momento.
Per gli automobilisti, tuttavia, l’incubo sembra non avere fine: sembra infatti che nel Comune di Roma tutte le multe avranno adesso anche una propria anagrafe. È nata infatti una banca dati che contiene tutte le informazioni e gli iter amministrativi di tutte le infrazioni commesse dal 2001 a oggi. Tale operazione dovrebbe rendere più veloci le operazioni di verifica e contribuire ad abbattere l’incidenza di errore. Parola di scout.