Multe per la Ztl contestate: due pesi e due misure

Il caso di un automobilista al quale sono state contestate 130 violazioni

Massimo Malpica

Centrotrenta multe, fino a quattro in un solo giorno, tutte elevate dal sistema Iride per accesso non autorizzato alla ztl che «protegge» il centro di Roma. E tutte contestate davanti ai giudici di pace dal malcapitato «bersaglio» dell’occhio elettronico capitolino, decisamente seccato da quel «monte contravvenzioni» da 10mila euro raccolto in poco più di quattro mesi, tra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2005.
Antonio (il nome è di fantasia) non ci pensa su nemmeno un secondo, prima di avviare l’iter per i ricorsi. È residente nel centro storico, quindi ha pieno diritto al permesso di ingresso per l’auto, permesso che il Campidoglio gli ha misteriosamente revocato senza dargliene comunicazione. Eppure l’esito dei ricorsi-fotocopia è sorprendentemente vario, quasi una lotteria. Antonio si vede dare ragione solo per cinquantadue volte, mentre in settantotto occasioni viene «condannato» a pagare.
Alla faccia della certezza del diritto: di fronte alla stessa, identica infrazione, e alle stesse doglianze, il 60 per cento dei giudici respinge il ricorso, e il 40 per cento invece decide di accoglierlo. Tutto normale? Mica tanto, secondo l’avvocato Giacinto Canzona, legale dell’automobilista tartassato, che rifiuta l’idea dell’applicazione della legge a «geometria variabile». «I giudici - spiega Canzona - sono soggetti alla legge, e non hanno certo discrezionalità. E quindi, tanto più quando si trovano di fronte casi assolutamente identici, come nel caso di centrotrenta multe elevate per la stessa infrazione e contestate con le stesse doglianze, sono tenuti a giudicare in modo uguale». E siccome le cose sono andate invece in maniera decisamente diversa, «ora è scontato che ricorreremo in Cassazione», spiega ancora l’avvocato.
La questione, ovviamente, non interessa soltanto Antonio. Sono migliaia i romani che si ritengono danneggiati dalle «istantanee» scattate dall’occhio elettronico di Iride, e che hanno avviato le pratiche per il ricorso di fronte al giudice di Pace. Molti sono stati «pizzicati» al passaggio ai varchi nei periodi di prolungamento dell’orario (nei periodi festivi o, come ora, durante la «ztl notturna») e nel ricorso osservano come la proroga alla blindatura del centro non sia adeguatamente segnalata, come invece previsto dalla legge. Gli orari «allargati» non sono infatti riportati sui cartelli «fissi», ma solo sui tabelloni luminosi a messaggi variabili. Per gli ìautomobilisti romani, costretti ogni giorno a gimkane tra gli ostacoli «fisici» delle strade capitoline e tra quelli imposti dal divietismo della giunta, almeno un metro di giudizio uniforme dai giudici di Pace sarebbe lecito attenderselo.

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