Mumbai, disinnescate due bombe in stazione India: gli attentati sono coordinati dal Pakistan

Secondo <em>al Jazeera</em> sono state disinnescate due bombe nella stazione ferroviaria di Mumbai. La Rice smorza le tensioni tra India e Pakistan: &quot;Questi attacchi sono il tipo di terrore a cui partecipa al Qaida&quot;. Il Viminale: &quot;A Washington per approfondire la lotta al terrorismo&quot;

Roma - Ancora paura nella capitale finanziaria dell'India. Ordigni esplosivi sono stati trovati e disinnescati nella principale stazione ferroviaria della città. Lo hanno riferito i canali tv locali e la televisione satellitare al Jazeera. La stazione è uno dei siti attaccati la scorsa settimana dai terroristi islamici. Secondo la polizia, le bombe trovate sarebbero state collocate lì il 26 novembre scorso, il giorno che gli attacchi cominciarono. Secondo la rete Ndtv, il premier dimissionario della provincia del Maharashtra, Deshmukh avrebbe visitato la stazione stasera.

Ministro degli esteri: "Coordinamento Pakistan" Gli attentati di Mumbai sono stati coordinati dal Pakistan: non ha dubbi il ministro degli Esteri indiano Pranab Mukherjee che oggi ha ricevuto la visita del segretario di stato statunitense Condoleezza Rice. "Ho informato la Signora Rice che non c’è alcun dubbio che i terroristi venivano tutti dal Pakistan e i mandanti si trovano in Pakistan" ha dichiarato durante la conferenza stampa congiunta con Condoleezza Rice. India e Stati Uniti hanno già puntato il dito contro un gruppo islamico illegale con base in Pakistan, in Laskhar e Taïba, per la responsabilità dei terribili attentati costati la vita ad oltre 170 persone. Condoleezza Rice, dal canto suo, ha chiesto ad Islamabad di "cooperare a pieno" con l’India nell’inchiesta sugli attentati, spiegando che il Pakistan ha una "responsabilità speciale". Domani il segretario di stato Usa volerà proprio nella capitale pachistana.

Terrorismo emergenza planetaria Dopo gli attentati a Mumbai il terrorismo "rischia di diventare un’emergenza planetaria". Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, durante il suo intervento alla presentazione del centro di formazione per la tutela dell’ordine pubblico della polizia di stato inaugurato a Nettuno. Il titolare del Viminale ha annunciato che la prossima settimana sarà in visita negli Stati Uniti per "approfondire il tema della lotta al terrorismo dopo i fatti avvenuti in India". Maroni ha ricordato anche i due arresti di extracomunitari avvenuti ieri a Milano. Due soggetti che stavano "preparando con grande probabilità - ha sottolineato Maroni - attentati in Italia contro obiettivi italiani (chiese, caserme, supermercati, questura). Sono tante le ipotesi al vaglio. Le forze di polizia - ha proseguito Maroni - hanno dato prova di quanto sia efficace la loro azione" prevenendo possibili azioni terroristiche sul territorio italiano e quanto sia efficace l’azione di intelligence e lo scambio di informazioni tra le forze di polizia.

La Rice a Mumbai Secondo il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, che si trova oggi in visita a Nuova Delhi, gli attacchi di Mumbai "sono il tipo di terrore a cui partecipa al Qaida".  Parlando in conferenza stampa, la Rice ha detto che è giunto il momento per "tutti di cooperare" nella lotta contro gli estremisti, incluso il Pakistan. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, sono già "attivamente impegnati nella condivisione di informazioni" con gli alleati. Islamabad, ha affermato il segretario di Stato, deve cooperare "con urgenza e determinazione" nelle indagini sugli attentati, che hanno fatto 200 morti. Il capo della diplomazia Usa è arrivata oggi nella regione per smorzare le tensioni tra Pakistan e India, seguite agli attentati di mercoledì. Nuova Delhi ha infatti intensificato le pressioni sul suo vicino, dopo che l’unico terrorista catturato vivo ha ammesso di essere un pachistano membro del Lashkar-e-Taiba, un gruppo islamista attivo in Kashmir. L’India ha chiesto anche a Islamabad l’estradizione di 20 sospetti terroristi, ma il presidente pachistano Asif Ali Zardari ha dichiarato alla Cnn che questi sospetti, se verrà provato un loro coinvolgimento negli attacchi, saranno processati in Pakistan.

Zardari: non c'è nessuna prova Il presidente pachistano Asif Ali Zardari, intervenuto ieri sera al Larry King Live sulla Cnn, ha comunque ribadito che il governo di Islamabad non è coinvolto negli attacchi, compiuti, a suo dire, da "attori non statali che tengono in ostaggio il mondo intero". Riguardo alla lista dei 20 presunti terroristi che l’India vuole dal Pakistan, Zardari ha invece detto che "al momento questi sono solo nomi di individui. Nessuna prova, nessuna indagine, niente ci è stato mostrato". Sulla eventualità di una loro estradizione in India, Zardari si è quindi limitato ad affermare che nel caso in cui saranno dimostrate le loro responsabilità, "saranno processati nei tribunali pachistani". Il presidente pachistano dubita peraltro che l’unico terrorista catturato vivo a Mumbai sia effettivamente pachistano, ma ha riconosciuto senza esitazioni gli errori commessi in passato dai potenti servizi di intelligence del suo paese, che hanno fornito appoggio ai gruppi fondamentalisti: "In passato sono stati commessi molti errori, non possono negarlo - ha detto -, ma il governo attuale non appoggia azioni di questo tipo".