Mumbai, liberati tutti gli ostaggi italiani

L'esercito annuncia: &quot;Sotto controllo l'hotel Oberoi-Trident&quot;. Nell'hotel Taj Mahal restano asserragliati alcuni terroristi: si spara ancora. Scontri durante il blitz al centro ebraico Nariman House: cinque vittime tra gli ostaggi, morti tutti e tre i terroristi. Liberi anche gli ultimi due italiani, una coppia, genitori di un agente di polizia. Sono oltre 327 i feriti e 151 i morti degli attacchi secondo il bilancio ufficiale, 20 gli stranieri: tra loro anche Antonio Di Lorenzo.  Guarda i <strong>VIDEO</strong>: <strong><a href="/video.pic1?ID=mumbai_italianiliberi" target="_blank">gli italiani liberati</a></strong> - <strong><a href="/video.pic1?ID=mumbai_attentati" target="_blank">gli attentati</a></strong> - <strong><a href="/video.pic1?ID=mumbai_blitz" target="_blank">il blitz al Taj Mahal</a></strong> - <strong><a href="/video.pic1?ID=mumbai_centroebraico" target="_blank">l'azione al centro ebraico</a></strong>- <strong><a href="/video.pic1?ID=mumbai_videofonino" target="_blank">le immagini di un turista</a></strong>

Mumbai - Oltre 36 ore dopo l’inizio degli attetanti l'Oberoi-Trident è libero. Sono stati uccisi gli ultimi due terroristi che restavano asserragliati nel complesso alberghiero di lusso. E al momento sono tutti liberi gli ostaggi italiani. Stanno bene, compatibilmente con quanto vissuto, e sono già al sicuro nei locali del consolato. Tra i connazionali liberati ci sono anche la moglie dello chef dell’albergo e la sua bimba di appena sei mesi. L'operazione dei commando e delle forze speciali di esercito e polizia indiani si sono concluse intorno alle 10 ora italiana, come confermato dall’ambasciatore italiano a New Dehli Faderico Toscano. In totale dall'albergo sono state 148 le persone evacuate.

Gli ultimi due Sono stati liberati e stanno bene Patrizio Amore e Carmela Zappalà, i due ostaggi italiani che erano ancora dentro l’hotel Oberoi. In ambienti familiari si era diffuso il panico, non essendo ancora arrivate notizie dalla Farnesina sulla loro liberazione. Al momento dell’attacco terroristico, la coppia - che non alloggiava nell’hotel, ma vi si era recata per cenare al ristorante - ha trovato rifugio in uno sgabuzzino. Da allora si trovano senza luce, acqua e cibo. Poi però è arrivata la buon anotizia: anche gli ultimi due cittadini italiani sono stati liberati e portati in salvo. Lo ha confermato il responsabile dell’unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, esprimendo soddisfazione per il rilascio di tutti i sette italiani che fino a questa mattina erano ancora all’interno della struttura alberghiera sequestrata dai militanti. "I due ostaggi sono usciti da poco dall’albergo, dopo essere stati sottoposti a un check medico. Soprattutto la signora era molto provata fisicamente e psicologicamente" ha detto Romano. "Si sono diretti alla residenza del console generale, dove li attende un medico" ha commentato il capo dell’unità di crisi della Farnesina, che ha aggiunto: "Sette su sette, possiamo essere soddisfatti".

Senza cibo per 36 ore Le persone rimaste bloccate nel complesso alberghiero Oberoi-Trident preso d’assalto da terroristi "hanno vissuto un estremo disagio, non hanno mangiato per due giorni" lo ha riferito il capo dell’unità di crisi della Farnesina. Sono stati liberati questa mattina tutti i nostri connazionali rimasti bloccati all’Oberoi-Trident. Romano ha inoltre ricordato che è stato mantenuto un contatto frequente con gli ostaggi. Il responsabile dell’unità di crisi ha confermato che sono ancora in corso sul terreno le operazioni di bonifica lanciate da parte di commando e corpi speciali dell’esercito indiano che, ha detto Romano, "stanno operando con cautela alla luce di quanto si è verificato al Taj Mahal l’hotel che si credeva completamente evacuato quando invece si sono verificate nuove esplosioni ed è stata registrata la presenza di altri terroristi".

Ancora spari al Taj Mahal Cinque o sei terroristi sono ancora asserragliato nell’hotel Taj Mahal. "Quasi tutti gli ospiti e il personale dell’albergo sono stati evacuati" ha detto il generale N. Thamburaj, aggiungendo che "è possibile che i terroristi abbiano con sé due o più ostaggi". L’operazione al Taj sarà completata nel giro di poche ore, ha aggiunto il generale. In precedenza, il capo della polizia di Mumbai, Hassan Gafoor, aveva detto che c’era ancora un uomo armato a tener testa alle forze dell’ordine nell’albergo. Il capo di un commando dell’esercito impegnato nelle operazioni ha riferito che sono stati ritrovati 50 cadaveri. Ma anche esplosivi suscettibili di provocare "gravi danni". "Abbiamo scoperto degli esplosivi in due zone dell’hotel Taj Mahal. Si tratta di un quantitativo importante di sostanze esplosive suscettibili di provocare gravi danni" ha detto A.N. Roy, capo della polizia dello stato di Maharashtra.

Feriti al Taj Mahal Continuano gli scontri all’hotel Taj Mahal, dove si sospetta ci siano ancora cinque o sei terroristi sopravvissuti. E le esplosioni che da ore continuano a udirsi hanno provocato il ferimento di tre persone, secondo media indiani, tra le quali un giornalista. Si tratta di un videoreporter dell’Afp, come conferma la stessa agenzia di stampa francese spiegando che è stato ferito a una gamba e trasportato in ospedale. I commando dell’esercito indiano e le forze speciali antiterroriste sono impegnate in quello che da più parti viene descritto come un assedio al Taj: vengono lanciate granate nelle stanze in cui si sospetta si nascondano ancora terroristi. Si registrano inoltre perdite tra i corpi speciali: la televisione indiana Ndtv riferisce di un morto tra gli uomini impegnati nella battaglia in corso al Taj, mentre un altro è rimasto ucciso al centro ebraico di Mumbai, anche questo ancora non liberato. La Ndtv segnala inoltre che sono stati inviati sul campo altri 60 uomini membri delle forze speciali anti-terrorismo.

Bilancio drammatico È salito a 151 il bilancio ufficiale delle vittime della serie di attacchi del gruppo di estremisti islamici. Risultano essere almeno 20 gli stranieri, occidentali o asiatici, morti nelle ultime 48 ore a Mumbai. Secondo le informazioni fornite da fonti ufficiali delle rispettive capitali di appartenenza, oltre all’italiano Antonio De Lorenzo, è stata accertata la morte di quattro cittadini tedeschi, di due francesi, di due statunitensi, di due australiani, di un britannico, di un canadese di un giapponese, e di un singaporeano. Questi sono stati uccisi sia negli alberghi assaltati dai terorristi sia per la strada durante la prima fase dell’attacco. A questi vanno poi aggiunti i cinque israeliani presi in ostaggio nel Centro ebraico della Nariman House trovati morti dopo il Blitz delle forze di sicurezza. Mentre i feriti sono oltre 327, 22 stranieri.

Battaglia finale al centro ebraico Si combatte corridoio per corridoio. Stanza per stanza. Militari, polizia e teste di cuoio contro i terroristi asserragliati ancora all'interno del centro ebraico Nariman House. Dopo ore e ore di assedio le teste di cuio e i militari hanno abbandonato la costruzione. All'interno i cadaveri di cinque degli ostaggi e di tre terroristi. L'identità e la nazionalità degli ostaggi uccisi non sono state ancora stabilite. La zona circostante resta isolata e i giornalisti sono tenuti per il momento a distanza di sicurezza. Il centro ebraico Chabad Lubavitch era stato attaccato mercoledì sera dal commando di terroristi islamisti. Oggi le forze speciali indiane si sono calate dagli elicotteri sul tetto dell’edificio di cinque piani, e l’operazione è ancora in corso. Secondo il responsabile dell’attacco delle Forze speciali indiane J.K. Dutt i cinque ostaggi sarebbero stati uccisi durante l’assalto finale dei commando all’edificio. "Quando siamo arrivati al secondo piano dell’edificio - ha raccontato il comandante - abbiamo sentito l’esplosione di una granada che ha ucciso tre degli ostaggi. Altre due ostaggi sono poi stati uccisi al quarto piano mentre stavamo arrivando". Morti anche tutti e tre i terroristi che si erano asserragliati nella struttura. Uno dei cinque ostaggi israeliani il cui corpo senza vita è stato trovato alla Nariman House di Mumbai è il rabbino Gavriel Holtzberg. Tra i cinque uccisi c’è anche sua moglie.