Municipi «fantasma»: sono inutili e da mesi neppure si riuniscono

La denuncia parte dalla Valbisagno: «Riformarli o abolirli»

Il consiglio di Municipio? Una formalità, una seccatura. Tanto che neppure si riunisce più. Così almeno accade in Valbisagno dove ormai sono quasi due mesi che il Parlamentino non viene convocato. Fa tutto la giunta. E tra i consiglieri c’è chi propone l’abolizione dell’unico organo eletto dal popolo, costretto a osservare e prendere atto delle decisioni assunte da una giunta composta anche di assessori «esterni» cioè non eletti ma scelti dai partiti, che possono deliberare su ogni argomento.
Giuseppe Russo è stato eletto nel IV Municipio Valbisagno nelle liste della Margherita, per la maggioranza, ma ha ben presto cercato di far sentire il proprio dissenso entrando addirittura nel gruppo misto. E ora lancia un appello a tutti i colleghi consiglieri dei 9 Municipi genovesi. «È inutile continuare così, meglio dare dimissioni di massa per denunciare quanto sia stata disattesa la riforma voluta nel ’93 dall’allora assessore comunale Michele Casissa, che intendeva dare maggiore potere alle ex circoscrizioni diventate Municipi - attacca Russo - Si parlava di autonomia di bilancio e di altre competenze, ma soprattutto riconosceva il ruolo cardine del consiglio quale rappresentante della volontà popolare. Ora invece fa tutto la giunta, non serve neppure che le decisioni assunte dagli assessori vengano ratificate dal consiglio per essere valide. E così anche le spese e i contributi seguono solo le logiche della maggioranza, anzi di una ristretta parte della maggioranza». Un affondo pesante, che però punta su un dato di fatto. Nel Municipio IV Valbisagno il consiglio non viene più neppure riunito da quasi due mesi.
«È vero - conferma Mimmo Morabito, di An, vice presidente del Parlamentino - Ma è anche vero che questo regolamento venne approvato nel dicembre 2006 con 18 voti favorevoli e un solo voto contrario, il mio. E poi il consiglio si potrebbe convocare su richiesta di un quinto dei componenti dell’assemblea. Ma evidentemente non c’è neppure questo numero minimo. Il problema è reale, però occorre una revisione a monte. Le dimissioni di massa? Se fosse un gesto dimostrativo, provocatorio, sarei anche d’accordo con Russo. Si può pensare a questa soluzione. Ma non vorrei che poi venissero semplicemente chiamati i primi dei non eletti a sostituirci e a risolvere la questione». Giuseppe Russo ha comunque spedito a tutti i Municipi la proposta per arrivare a un gesto clamoroso e provare a cambiare la «dittatura» delle mini giunte. Occorre però verificare la reale posizione dei partiti e dello stesso Comune, perché a Genova i Municipi sono divisi tra centrosinistra (sei) e centrodestra (tre), quindi il potere decisionale molto forte attribuito alle giunte è un vantaggio bipartisan.
Russo non si nasconde le difficoltà di spezzare tanti equilibri, ma allora preferisce essere realista: «Se non si può cambiare e se dobbiamo prendere atto della situazione esistente, tanto vale abolire i consigli di Municipio che non hanno alcun potere e alcuna utilità. Almeno si ridurrebbero ulteriormente i costi della politica e i cittadini sapranno che il loro voto è davvero inutile».