Il Municipio boccia lo Statuto comunale: «Solo tagli, nessun vero decentramento»

Il parere sullo Statuto Comunale al centro delle polemiche nella seduta di consiglio del Municipio Centro Ovest di ieri pomeriggio. Nel parlamentino di via Sampierdarena le nuove norme di razionalizzazione dei Municipi sono state commentate da maggioranza e opposizione con l'amarezza e la frustrazione di chi ha la sensazione che un taglio oggi equivalga ad una chiusura domani. «La nostra difesa dei municipi non vogliamo che passi come la tutela della casta - ha subito chiarito il presidente Marenco -. Sono stati approvati tanti regolamenti in Comune che non hanno mai guardato al vero decentramento nell'ottica di una città metropolitana». Il nuovo Statuto, in sintesi, prevede: riduzione dei consiglieri da 24 a 20, riduzione degli assessori da tre a due, sfiducia costruttiva e rappresentanza di genere. «Concordo con la riduzione degli assessori e per quanto mi riguarda eliminerei anche la giunta per favorire un esecutivo non pagato che si divida in cinque commissioni più il presidente municipale - ha proposto Marenco -. Servono inoltre l'elezione diretta del presidente, e maggiori poteri per gli interventi sul territorio. Tutto questo quadro va però inserito in una catena che deve partire da Roma con l'approvazione delle città metropolitane». Il parere è passato con il voto favorevole della maggioranza («oggi non votiamo per il bene o per il male ma solo per la sopravvivenza dei municipi», ha sottolineato il capogruppo del Pd, Angusti) escluso Calvi di Sel che si è astenuto come il centrodestra rimarcando che la sua scelta «non mette in dubbio la coesione della maggioranza ma riguarda solo la mia sensibilità personale».