Municipio Centro Est, terra di nessuno

Strana storia quella del Municipio Centro Est che prima era di centrodestra, poi è finito in mano al centrosinistra per il «tradimento» di qualche esponente della maggioranza e ora non riesce ad essere né dell’una né dell’altra corrente politica. Succede che dopo le dimissioni per motivi personali di un consigliere di Sel, la maggioranza di centrosinistra da dodici è scesa a undici e a quanto pare non ha più i numeri per governare. Lunedì sera per la seconda volta consecutiva il parlamentino è andato sotto, non riuscendo a far entrare al posto di Davide Traverso, il consigliere dimissionario, il primo dei non eletti nelle fila del suo stesso partito, Rehal Oudghough, marocchino e primo migrante assunto nella pubblica amministrazione. «È una scelta politica dallo sgradevole retrogusto razzista», si è precipitata a bollare la sinistra all’indomani del mancato numero legale della seduta. Peccato che quando le stesse strategie si verificavano a parti invertite e non c’era di mezzo un consigliere immigrato, tutto andava bene.
La mancanza di una maggioranza nel Municipio, scrive il presidente della prima commissione permanente e capogruppo di An, Vincenzo Falcone «è un fatto grave che si ripercuote sui cittadini in primis e sui soldi pubblici che le cariche istituzionali percepiscono a fronte di una impossibilità a governare dovuta alla situazione numerica che li vede irrimediabilmente sconfitti».
La conclusione per Falcone è una sola «dimissioni del presidente Razeti e riapertura degli accordi per una nuova presidente Cimaschi che sappiamo tutti capace di coagulare attorno a sé una maggioranza trasversale e pensante al bene dei cittadini». Dal canto suo l’ex presidente di Municipio, capogruppo del Gruppo Misto Liguria Moderata, Enrico Cimaschi incalza la giunta a rispondere ad una serie di domande poste dalla «minoranza». Welfare, povertà, anziani, cultura, commercio, scuola, turismo, ambiente e manutenzioni. Ma il parlamentino avrà i numeri per affrontare così tante questioni?