Il Municipio in cui tutti minacciano le dimissioni

«Mi dissocio dalla maggioranza, questi non sono del Pdl perché non seguono le linee indicate da Silvio Berlusconi». Se a parlare è la consigliera del Pdl (ex capogruppo) del municipio Levante, Alba Viani, «questi» non sono i soliti comunisti del momento ma gli assessori e il presidente dello stesso Municipio, Francesco Carleo, che alle ultime amministrative è riuscito a strappare la guida del territorio al centrosinistra. Dopo la crisi che ha colpito i parlamentini di Sampierdarena e del Centro-est, anche il Municipio Levante sembra appeso a un filo. O meglio, a una sottigliezza linguistica. «Non appoggio più questa giunta», ha detto senza mezzi termini il consigliere del Pdl Maurizio Moretti in apertura della seduta di lunedì sera. Sembrava l’inizio della fine per l’amministrazione di Carleo, l’epilogo prevedibile di una stagione di incomprensioni che hanno coinvolto quasi tutto il centrodestra e spinto lo stesso Moretti ad abbandonare la presidenza della terza commissione. Non solo, quella di Moretti doveva essere soprattutto «una decisione chiara e inequivocabile», di fronte a un municipio che «versa in confusione totale». Ma a raffreddare sul nascere gli entusiasmi di chi voleva brindare subito alle nuove elezioni ci pensa lo stesso consigliere che dopo aver ritirato l’appoggio alla giunta precisa: «comunque rimango nella maggioranza».
Neanche il tempo per Moretti di abbandonare l’aula che prende la parola Alba Viani. E il tenore dell’intervento lo si capisce fin dalle premesse: «Parlo qui e non nelle riunioni di maggioranza perché lì non serve a niente». Maggiore coinvolgimento dei consiglieri nell’operato del municipio, è la principale richiesta della Viani che accusa: «sono tre anni che propongo inutilmente la discussione di temi come il Puc, la terza corsia di via dei Mille o le mareggiate». Malessere condiviso da Luigi Costa che prima dell’estate ha abbandonato il Pdl entrando nel gruppo misto. «Mi sono candidato per lavorare al servizio del territorio ma sono riuscito a fare poco o niente perché mi è stato impedito e le mie richieste sono state tutte cassate», l’intervento di Costa che rivolgendosi al presidente non manca di suggerirgli di «ascoltare la maggioranza e non fare la prima donna». «Contestazioni assurde», assicura da parte sua Carleo, perché «è il regolamento sul decentramento del Comune che stabilisce quali sono i poteri decisionali della Giunta mentre ai consiglieri spetta solo indicare le linee guida». «Quella di questa sera sembra una riunione di condominio», ne approfitta la minoranza prima di abbandonare l’aula. E all’amministratore condominiale (ops, coordinatore politico) è intenzionato a ricorrere Carleo: «Il problema è tutto interno al Pdl, o il partito interviene oppure farò le mie valutazioni e prenderò le mie decisioni».