Il Municipio insorge e boccia l’idea di costruire una moschea a Cavour

Il consigliere leghista Giannalberto Conte del Municipio I centro est il gusto della provocazione ce l'ha scritto in faccia. Testa rasata, occhi vispi e un sorrisino che farebbe scappare la pazienza a un santo.
Se poi all'ordine del giorno è in discussione uno dei cavalli di battaglia del Carroccio - la realizzazione di una moschea e nientepopodimeno che in piazza Cavour - allora si può stare certi che la rissa è dietro l'angolo.
E così è stato venerdì sera in corso Firenze, durante il consiglio municipale. Casus belli, la presentazione di un ordine del giorno presentato dal consigliere Marco Rolandi dell'Ulivo «per prendere in considerazione l'ipotesi di rendere fruibile alla comunità islamica come luogo di culto il mercato del pesce allorquando cambierà destinazione». Si tratta di una provocazione «per dare un segnale politico e aprire la discussione», spiega il consigliere che viene subito accontentato dal pubblico in sala che inizia a rumoreggiare.
«Per cortesia!», richiama all'ordine il presidente del Municipio, Aldo Siri (Lista Biasotti).
Ma l'emozione è incontrollabile e quando Conte spiega che da anni si parla di moschee ma che lui vuole «morire all'ombra di un campanile e non di un minareto», gli applausi sono incontenibili. «Per cortesia!», ancora Siri. Il clima precipita con Paola Ravera (Italia dei valori) che spiega come «dietro l'intolleranza per l'islam si annidi una sorta di ignoranza verso quella cultura» e si becca un pronto «ignorante sarà lei» dal pubblico. «Per cortesia!», interviene ancora Siri mentre Paola Ravera lascia l'aula lanciando i suoi strali contro Conte: «che la Lega porti in consiglio la claque è scandaloso, in questo modo si vogliono intimorire i consiglieri».
Tocca all'assessore Milena Pizzolo (Alleanza nazionale) fare la storia della moschea dall'ipotesi di Cornigliano a quella della Commenda di Pre concludendo che «a Genova una moschea non deve neanche esistere visto che sotto la lanterna non esistono le minime condizioni di dialogo». Il dado è tratto.
Tra gli applausi del pubblico («Per cortesia!») Conte prende la palla al balzo e presenta una contro mozione per impedire la costruzione della moschea non solo nel municipio ma in tutta la città.
«Ne ora ne mai», ci tiene a precisare Conte con riferimento alla mozione che viene approvata (contraria l'opposizione e parte della maggioranza) tra l'euforia degli ascoltatori («Per cortesia!»).