Il Municipio patrocina chi si ribella alla legge

(...) si è trasformato in mecenate dei novelli sessantottini e sostenitore di «ogni iniziativa che venga attuata» contro la riforma Gelmini, «perché bisogna mettere in moto nella società e nel territorio un movimento che porti a una sostanziale modifica delle politiche annunciate e praticate». Ora, siccome con il mezzo democratico per eccellenza, cioè il voto, i cittadini hanno detto al Pd e al centrosinistra di volere queste «politiche annunciate e praticate», il Municipio Bassa Valbisagno ha deciso di cambiare le proprie finalità per trasformarsi in agit-prop del territorio. Una metamorfosi cui i consiglieri rappresentanti del centrodestra hanno deciso di non rendersi corresponsabili. Tanto che quello di martedì sera è stato l’ultimo consiglio di Municipio cui hanno partecipato.
«I gruppi di Forza Italia, Lega Nord, Lista Biasotti e Alleanza Nazionale non parteciperanno più alle riunioni - hanno fatto sapere ieri i consiglieri - Tale decisione estrema, comunicata al termine della seduta di martedì, deriva dalla assoluta mancanza di considerazione e rispetto verso il ruolo del consiglio». Una scelta clamorosa, arrivata al termine dell’ennesima prova di forza della maggioranza, con l’approvazione della mozione che «impegna l’amministrazione municipale a mettere a disposizione dei promotori delle iniziative sopra richiamate (quelle anti Gelmini, ndr) gli spazi, gli strumenti e le presenze politiche che saranno necessarie».
Impossibile provare a far ragionare i consiglieri di centrosinistra. «In passato abbiamo sempre fatto opposizione costruttiva - spiega Carla Boccazzi, capogruppo di Forza Italia - Proprio perché abbiamo rispetto per l’istituzione, non abbiamo mai neppure fatto mancare il numero legale. Le nostre proposte però sono sempre state scartate a priori. Questa nostra decisione li ha colti di sorpresa, non se l’aspettavano evidentemente, ma hanno davvero passato il segno». Fin dalla prossima seduta i banchi della minoranza resteranno vuoti. Fino a quando? Ora la prossima mossa tocca alla maggioranza.
«Sì, è un fatto grave - conferma Bruno Ferraccioli, vice presidente del consiglio di Municipio - Ma è grave anche quello che hanno fatto loro, mettendo a disposizione dei contestatori i mezzi e gli strumenti, addirittura le risorse dell’ente a quanti vogliono manifestare contro una legge dello Stato. Non solo. Ultimamente non si sono fatti scrupoli a distribuire i soliti fondi a pioggia, L’ultima delibera stanzia 40mila euro al circolo Arci di Quezzi prelevandoli dal fondo per la sicurezza». E questo senza che l’opposizione possa dire nulla. «Dopo due ore e mezza di interventi della giunta - spiega Ferraccioli - lunedì sera ci hanno dato pochi minuti per parlare perché a mezzanotte si deve chiudere l’assemblea. E ci sentiamo ripetere frasi tipo “l’opposizione non ha diritto a esporre i propri ordini del giorno”. È inutile persino essere presenti». Infatti la minoranza non ci sarà più. Certo non per dare sostegno a chi vuole fare contestazione.