Il Municipio rende lo Zapata analcolico

Maggioranza divisa: la Sinistra esce dall’aula, Pd e Idv si astengono

Zapata? No grazie. Sampierdarena dice basta ai locali «fracassoni» che sparano musica ad alto volume fino a notte fonda, infastidendo i residenti con urla, schiamazzi e litigi spesso degenerati in risse. E nel mirino finisce ancora una volta il centro sociale autogestito nei Magazzini del Sale, già oggetto di vivaci polemiche un anno fa quando il consiglio di circoscrizione Centro - Ovest approvò un ordine del giorno che obbligava gli occupanti dello Zapata a consentire l'accesso nei locali alle forze dell'ordine. A distanza di un anno il caso si ripropone acuito dai gravi atti di vandalismo di cui si sono più volte resi responsabili i frequentatori del centro.
È lunga la lista di auto danneggiate nella zona di via Sampierdarena e non si contano neppure più tutte le risse scoppiate davanti al locale tra bande avversarie. Non deve stupire, quindi, l'ordine del giorno presentato ieri in municipio dai consiglieri della minoranza Luca Mazzolino (Udc) e Stefano Tortello (Lista Biasotti) con cui s'impegnano il presidente e la giunta a richiedere al sindaco Marta Vincenzi e all'assessore alla sicurezza Francesco Scidone «di prevedere anche per il centro sociale Zapata e per i locali limitrofi a via Sampierdarena il divieto di somministrare alimenti e bevande e di svolgere attività di intrattenimento dalle 24 alle 8». Si tratta dell'ordinanza adottata ad agosto dal sindaco Vincenzi per quattro circoli e due associazioni che erano stati già sanzionati dalla polizia municipale e dalle forze dell'ordine «per problematiche connesse alla cattiva conduzione del locale e alla rumorosità dello stesso». I consiglieri di minoranza chiedono ora che tale provvedimento venga esteso anche al centro sociale Zapata e ad altri quattro esercizi che erano stati inseriti nella lista dei locali «fracassoni» lo scorso aprile, ma nei quali oggi la somministrazione di alcolici perdura fino alle 2 di notte.
Lo Zapata oltretutto presenta locali pericolosi per l'incolumità non solo dei vicini ma degli stessi occupanti con gravi carenze sanitarie e di sicurezza, non essendoci vie di fuga. Il documento che propone la chiusura entro mezzanotte del centro sociale autogestito (e degli altri quattro locali limitrofi a via Sampierdarena) alla fine è passato con il voto favorevole degli otto consiglieri di opposizione (Udc, Lista Biasotti, Forza Italia e Lega Nord), dopo che in precedenza erano usciti dall'aula Roberta Mongiardini (Rifondazione comunista), Caterina Grisanzio (Gruppo misto - Sinistra democratica) e Agostino Calvi (Verdi), mentre i sette consiglieri di maggioranza restanti (Pd, Ulivo e Italia dei Valori) si sono tutti astenuti. Nell'ordine del giorno viene avanzata l'ipotesi di spostare l'ingresso dei locali su Lungomare Canepa anziché su via Sampierdarena e si chiede che le attività del centro sociale Zapata non vengano più inserite tra quelle proposte o patrocinate dal Municipio. Si impegna inoltre il presidente e la giunta «a manifestare la propria indisponibilità ad accogliere nei locali dello Zapata gli eventuali sfollati del centro sociale Buridda».