Muore dopo 2 anni di coma Conteso da Italia e Svizzera

Antonio Trotta era in coma vegetativo dopo un terribile incidente stradale. La scomparsa mette fine a una battaglia legale: da una parte i genitori dall’altra la moglie, che denunciava un presunto accanimento terapeutico

Varese - È morto Antonio Trotta, il 39enne in coma da due anni conteso tra Italia e Svizzera: lo ha riferito il legale della famiglia. Il decesso è avvenuto questa mattina verso le 5 nella clinica di Brebbia in cui l’uomo era ricoverato in stato coma neurovegetativo: le sue condizioni si sarebbero aggravate a causa di un’infezione. L’11 maggio del 2005 Antonio Trotta è stato travolto da un camion in Svizzera e ricoverato all’ospedale di Lugano: a giugno dello stesso anno si è aggravato entrando in coma.

Nel dicembre del 2006 dall’ospedale di Lugano è stato trasferito nella clinica di Brebbia. Ora la sua scomparsa mette fine a una battaglia legale: da una parte i genitori dell’uomo convinti della possibilità di curare il figlio in Italia, anche a domicilio, e delle sue possibilità di miglioramento; dall’altra la moglie che tramite il tutore legale chiedeva il ritorno del marito in Svizzera denunciando un presunto accanimento terapeutico. Qualche giorno fa una perizia medica, disposta dalla Procura di Varese aveva stabilito che Antonio Trotta era curato bene in Italia e che poteva restare nella clinica di Brebbia anche se le sue possibilità di guarigione era definite «aleatorie». «Adesso - dicono dallo studio dell’avvocato Pierpaolo Cassarà, legale della famiglia Trotta - temiamo che si possano aprire nuove controversie legate alla celebrazione delle esequie e al luogo di sepoltura».

Disposta l'autopsia La Procura di Varese ha disposto l’autopsia sul corpo di Trotta. Lo ha confermato il procuratore capo di Varese Maurizio Grigo annunciando l’apertura di un fascicolo a scopo precauzionale: i carabinieri hanno ritirato la cartella clinica dell’uomo presso la clinica di Brebbia dove era ricoverato.