Muore all'improvviso prima della radiografia: inchiesta a Brindisi

Annalisa, 33 anni, doveva fare un esame di controllo a causa di dolori all'addome, era già stata male alcuni giorni prima, poi era tornata in ospedale. E' morta tra le braccia del fratello. Ora s'indaga

Brindisi - In sala raggi si è distesa sul lettino per sottoporsi ad una radiografia all'addome che da giorni le provocava disturbi, poi si è piegata su un fianco e ha smesso di vivere: sono stati gli ultimi istanti di vita di una ragazza di 33 anni, Annalisa Freuli, di Brindisi, morta ieri nell'ospedale Camillo De Lellis di Mesagne, nel brindisino. L'8 marzo del 2002 la giovane donna, che allora pesava 150 chili, si era sottoposta al Policlinico Gemelli di Roma ad un intervento di bendaggio gastrico allo scopo di provocare un repentino dimagrimento. Dopo l'intervento - per i primi tempi le fu prescritta l'assunzione giornaliera di pasticche - Annalisa non aveva mai accusato alcun fastidio tanto che i suoi familiari escludono che possa esserci un collegamento con la morte.

La ragazza ha avvertito forti dolori di pancia nel pomeriggio di domenica. Una corsa in ospedale, a Brindisi, una flebo calmante e il ritorno a casa nel momento in cui ha cominciato a sentirsi meglio. Lunedì, però, i dolori sono ricomparsi e quindi Annalisa è tornata al 'Perrino' di Brindisi per poi essere trasferita nell'ospedale di Mesagne a causa della mancanza di posti-letto. Ma poche ore dopo i medici del 'De Lellis' hanno deciso il suo trasferimento in autoambulanza di nuovo a Brindisi per farla sottoporre a una Tac dalla quale è emersa la presenza di liquido nello stomaco.

Da quel momento la situazione è peggiorata minuto dopo minuto, fino a quando Annalisa - tornata nel frattempo nell'ospedale di Mesagne - è morta tra le braccia di suo fratello che aveva indossato un camice ed era con lei nella sala raggi per assisterla.

Si è ora in attesa che la Procura della Repubblica di Brindisi disponga l'autopsia, anche se nel frattempo gli agenti del Commissariato di polizia di Mesagne hanno sequestrato la cartella clinica della ragazza. Ad allertare la polizia sono stati proprio i dirigenti dell'Azienda sanitaria Locale Brindisi/1 i quali vogliono che sia fatta luce su quanto accaduto ed hanno disposto anche una indagine interna. La stessa cosa viene chiesta a gran voce dalla mamma Maria Teresa e dal fratello della ragazza, Sandro, che in giornata hanno conferito un incarico all'avvocato Giuseppe Guastella.