Muore asfissiata nella vasca da bagno

Vittima una tredicenne egiziana, uccisa dalle esalazioni di monossido fuoriuscite dallo scaldabagno guasto

Quando lo zio Mostafa ha sfondato a calci la porta a vetri del bagno per sua nipote Sabrina non c’era già più niente da fare. La ragazzina egiziana, che avrebbe compiuto 14 anni a gennaio, era nuda, riversa nell’acqua della vasca da bagno, un corpo ormai senza vita; sul pavimento, ancora viva ma priva di sensi, c’era invece la cuginetta di Sabrina, figlia dello stesso Mostafa, la piccola Mayada, di appena 5 anni, ora ricoverata in prognosi riservata al Niguarda.
È stato ancora una volta il monossido di carbonio, proveniente dal vecchio scaldabagno a gas (i rilievi dei tecnici dell’Aem ieri sera erano ancora in corso, ndr) a provocare la tragedia accaduta ieri mattina in un appartamento al secondo piano dello stabile popolare di via Pantelleria 2, in zona Certosa. Un’abitazione nella quale convivono due famiglie egiziane imparentate tra di loro, i Moustafa. Sabrina e il fratellino di 10 anni, Hadel, risiedono nella casa con la madre e il patrigno (il padre naturale dei due ragazzini sarebbe morto anni fa, ndr); con loro c’è anche la famiglia dello zio paterno dei due bambini, il 32enne Mostafa Moustafa, che abita lì insieme a sua moglie e alla figlioletta Mayada.
Era da poco passato mezzogiorno ieri quando Hadel, sportosi dalla finestra, ha chiamato a gran voce lo zio Mostafa che era appena sceso in strada. «Un urlo. Quel bambino diceva allo zio di raggiungerlo in fretta: abbiamo intuito tutti che si trattava di qualcosa di molto grave» raccontano i vicini sconvolti. Secondo la ricostruzione dell’accaduto fatta dalla polizia e dai vigili del fuoco intervenuti sul posto alle 12.20, prima di perdere completamente i sensi la piccola Mayada avrebbe cercato aiuto chiamando il cuginetto. Lei e Sabrina, infatti, circa mezz’ora prima, rimaste sole in casa con Hadel dopo che la madre dei due ragazzi era uscita a fare la spesa, si erano chiuse nel bagno. La piccola, notando che la cugina, intenta a fare il bagno nella vasca, si era accasciata e non le rispondeva più e incapace di raggiungere la porta e di aprirla perché in preda anche lei a un malore, con le poche forze che le restavano, ha cominciato a lamentarsi, chiamando Hadel che sapeva trovarsi ancora nell’appartamento, per cercare aiuto.
Il bambino avrebbe tentato disperatamente di aprire la porta senza però riuscirci, visto che era chiusa a chiave dall’interno. E, a quel punto, intuendo che doveva essere successo qualcosa di grave visto che la sorella non gli rispondeva, è corso alla finestra ad avvertire lo zio Mostafa. L’uomo era uscito da poco dalla casa, una decina di minuti dopo la cognata, mentre sua moglie si trovava al lavoro. E, corso nell’abitazione al secondo piano, non ci ha pensato due volte a sfondare la porta del bagno, ferendo con i vetri il nipote. È stato allora che si è trovato davanti il corpo senza vita di Sabrina e quello della sua bambina. Anche lui e il nipote sono stati ricoverati al Niguarda. Mostafa è in stato di choc, Hadel è ferito a un braccio. La più grave, però, resta comunque la piccola Mayada.