Muore Ianaiev, il golpista che voleva salvare l'Urss

Nell'agosto 1991 guidò il colpo di stato che spodestò Gorbacev. Dopo tre giorni e la sollevazione popolare, Ianaiev si arrese

E' morto Ghennadi Ianaiev, l'uomo che nell'agosto '91 guidò il primo e unico golpe in difesa dell'Unione Sovietica. In quel periodo era vicepresidente dell'Urss. E si trovò a gestire le drammatiche ore del golpe, con Gorbacev tenuto prigioniero in Crimea dai servizi e Ieltsin pronto ad arringare la folla dalla torretta di un carro armato. Il golpe durò tre giorni e si spense sotto la pressione popolare. Ma per qualche ora il paese fu in bilico fra passato e futuro. I golpisti presero il potere il 19 agosto, introdussero il coprifuoco, portarono i cari armati in piazza, chiusero alcuni mass media e decretarono la censura. Ianaiev fu designato a capo del comitato straordinario, anche se in realtà era un uomo di paglia. Fu Ieltsin, con il suo coraggio e le sue arringhe, a far capovolgere la situazione e ad impedire il ritorno del cupo comunismo sovietico. Tre giorni di rivolte, poi i vetero comunisti si arresero. E di lì a qualche mese anche l'Urss andò in frantumi. Ianaiev rimase in carcere fino al '94 quando la Duma decretò l'amnistia su proposta dello steso Ieltsin. Da tempo era malato di cancro.