Muore in incidente, Atm gli chiede i danni

Pretesi 95 euro per l’interruzione della linea 73

Quando hanno ricevuto la lettera, i genitori hanno prima strizzato gli occhi e pensato che si fosse trattasse di uno scherzo, seppure di pessimo gusto. Poi, hanno controllato bene e scoperto che la raccomandata era vera, e inviata dall’Azienda di trasporti milanesi, che ha chiesto i danni a un uomo - il loro giovane figlio - deceduto dopo essere uscito di strada perchè investito da un’altra auto. E si sono sfogati.
Il tragico incidente è avvenuto lo scorso 22 gennaio, intorno alle ore 23. Diego Stefanacci, 33 anni, di Peschiera Borromeo, stava percorrendo in auto la strada provinciale Rivoltana, all’altezza di Milano San Felice, quando è stato urtato da un’altra macchina ed è uscito di strada. Inutili i soccorsi: il giovane è morto sul colpo.
Dopo quattro mesi da quel giorno, pochi giorni fa all’indirizzo del giovane, che abitava con i genitori, è arrivata una raccomandata dell’Atm: l’azienda dei trasporti ha chiesto al defunto «il risarcimento dei danni per l’interruzione del pubblico servizio della linea 73» quantificato in 95,04 euro «salvo ulteriori accertamenti». «È una cosa vergognosa - ha affermato il padre della vittima - è come se mio figlio fosse morto un’altra volta».