Muore in mare il re delle gomme Michelin

Il numero uno della celebre società francese affogato dopo il ribaltamento della barca con la quale era andato a pesca

Piero Evangelisti

È annegato nel mare al largo di Brest, in Bretagna, Edouard Michelin, amministratore delegato del gruppo che porta il suo nome. Ha perso la vita a 42 anni a bordo di una barca da pesca, dedicandosi ad una delle sue poche ma forti passioni, concedendosi uno dei rari venerdì trascorsi lontano da Clermont-Ferrand, sede storica della Casa, o da uno dei tanti stabilimenti sparsi nei cinque continenti dove operano oltre 125mila persone. Sì, perché ieri, in Francia, era una giornata di «ponte» dopo la festa nazionale del 25 maggio, altrimenti Edouard Michelin sarebbe stato al lavoro, la prima autentica passione di tutti i Michelin, dal 1889, quando il capostipite Jules fondò la prima unica vera dinastia della gomma, a partire dal caucciù fino al pneumatico. Lascia sei giovani figli, Edouard, salito ai vertici dell'azienda nel 1991, come copresidente insieme al padre Francois, divenendone in pochi anni l'unico timoniere, quando, nel ’96 il carismatico, misterioso e in qualche modo affascinante grande vecchio gli cedette il passo. Pochi anni, purtroppo, ma sufficienti a far capire il valore della persona, che non ha mai abbandonato la proverbiale riservatezza di famiglia, mitigandola però con piacevoli conversazioni quando si parlava di prodotto, lontano dai riflettori della «finanza», tema di cui non amava discutere e in cui si cercava di coinvolgerlo viste le dimensioni di un gruppo che ha fatturato lo scorso anno quasi 16 miliardi di euro.
Il giovane Edouard, elegante nel portamento e nel modo di fare nei suoi dieci anni al vertice ha curato tutti i settori dello sterminato impero, non soltanto il «core business» (quello dei pneumatici dove, peraltro, ha seguito la nascita del rivoluzionario Pax System - la gomma che ti porta sempre a casa) ma anche le altre attività che hanno fatto conoscere, dal 1900, il cicciotello omino «Bibendum», simbolo del marchio in ogni parte del pianeta, emblema che studi approfonditi mettono alla pari, per quanto riguarda la notorietà, con il brand Coca Cola. Ma tutte le generazioni Michelin non hanno certo mai amato la bibita americana, perché ferrei cultori della buona cucina, indispensabile compagna del viaggiatore, come i Michelin hanno sempre visto l'automobilista. Dall'affidabilità di una gomma (viene sempre dalla famiglia francese la creazione della ruota di scorta nel 1913) ad una buona tavola a cui sedersi: nasce così nel 1926 la prima Guida Rossa ai ristoranti di Francia, poi estesa a decine di altri Paesi.
Alla gastronomia si aggiunsero in breve tempo le carte geografiche e le guide verdi, quelle che accompagnano il turista a scoprire le bellezze di una regione nei cinque continenti, e, più di recente il sito Internet che consente di studiare l'itinerario ideale. Oltre 22 milioni di guide e carte vengono vendute ogni anno, 180 milioni i pneumatici per biciclette, moto, auto, giganteschi truck, moto GP e bolidi di Formula 1. L'impegno nella F1 è stato fino all'ultimo uno dei crucci di Edouard Michelin, uomo di straordinario buon senso e rare qualità manageriali, perché si tratta di un mondo troppo lontano dalle qualità di questo giovane gentiluomo di Clermont-Ferrand.