Muore al pronto soccorso in attesa di essere visitata

da Cairo Montenotte

È deceduta sulla sedia della sala d’aspetto del Pronto Soccorso di Cairo Montenotte, in attesa di esssere visitata. È accaduto ad una donna di 64 anni, Rosanna Canaparo, residente a Cengio, il cui decesso è stato probabilmente causato da infarto, anche se solo l’autopsia lo potrà accertare.
Dopo aver cenato con il marito, la donna ha accusato un malore, che, continuando a progredire, ha indotto il marito ad accompagnarla immediatamente al pronto Soccorso, dove il suo caso non è stato ritenuto d’urgenza. La donna è stata invitata ad attendere, mentre i medici di turno si stavano occupando di un’ emergenza.
Rosanna Canaparo, però, durante l’attesa durata oltre un’ora, accusava sintomi sempre più dolorosi, per cui il marito ha più volte sollecitato il personale perché fosse almeno visitata, ma le richieste non hanno avuto seguito. Quando la moglie ha improvvisamente reclinato il capo ed il consorte ha urlato, l’attenzione di tutto il personale sanitario si è concentrata su di lei. Ma troppo tardi: i tentativi di rianimazione della donna si sono rivelati inutili.
Il marito volontario della Croce Rossa di Savona, pur essendo costernato, conoscendo le difficoltà che comporta l’attività al Pronto Soccorso, non ha voluto provocare polemiche, ma ha affermato che qualcosa, nelle procedure, non ha funzionato. Di parere opposto il medico di famiglia, Arnaldo Bagnasco, arrivato poco dopo il decesso della paziente, che ha ritenuto l’evento inconcepibile. «Qui non si tratta solo di malasanità - ha dichiarato - ma di una superficialità che deve destare indignazione e preoccupazione».
L’ex direttore dell’Asl 2 Franco Bonanni, che proprio ieri ha lasciato l’incarico, ha affermato: «Attendo la relazione del direttore sanitario, ma è possibile che qualcosa non abbia funzionato nel modo giusto: la procedura, in caso di infarto, prevede l’immediata allerta del 118 e il trasporto urgente a Savona. Se c’erano le condizioni per individuare un sospetto infarto, la donna avrebbe dovuto aspettare non un’ora, ma neanche un minuto, al Pronto Soccorso».
Felice Rota, responsabile del Pronto Soccorso di Cairo, ritenendo giusto accertare le eventuali responsabilità, ha ricordato che il Pronto Soccorso lavorava in stato di emergenza e che, se il caso fosse stato giudicato urgente, l’intervento sarebbe stato immediato.