Mura spagnole invase dagli spot: Palazzo Marino blocca lo sponsor

L’assessore Cadeo: «Pagano il restauro ma così sono uno scempio»

Chiara Campo

Le mura spagnole «impacchettate» dagli spot. Due chilometri e mezzo di reclame per finanziare il restauro dei resti lungo viale Beatrice d’Este, persino sull’arco di Porta Romana (nonostante il parere negativo della Sovrintendenza). Il ricorso alla sponsorizzazione dei lavori, buona in teoria, ha sollevato un polverone nella zona non appena mercoledì scorso è stata piazzata una lunga fila di enormi pannelli pubblicitari incorniciati di rosso. Proteste dei cittadini che avevano capito - così parlavano le lettere inviate a tutti i condomini dall’agenzia che ha vinto la gara indetta dal Comune - che gli spot sarebbero stati appesi a ponteggi e cesate, e in concomitanza coi lavori, non anche laddove i restauratori cominceranno a mettere mano ai resti magari tra un anno e mezzo. Ma la concessionaria ha fatto sapere che alcuni amministratori che all’inizio avevano dato il benestare poi avrebbero negato di utilizzare i ponteggi, e gli uffici avrebbero dato l’ok all’installazione dei mega-pannelli. Apriti cielo. Questa mattina la Commissione Arredo urbano, presieduta da Fabrizio De Pasquale (Fi) effettuerà un sopralluogo per verificare la situazione, e al gruppo si uniranno l’assessore all’Arredo Urbano Maurizio Cadeo e alla Cultura Vittorio Sgarbi. Ieri il consigliere dell’Ulivo Andrea Fanzago ha presentato un’interrogazione al sindaco per sapere «come mai non è stata utilizzata la consueta metodologia di collocare i pannelli sulle impalcature», e ha allegato un nutrito servizio fotografico che testimonierebbe in alcuni punti la rimozione dei mattoni mentre altre immagini rendono ancora più ovvia la domanda: «Come potranno essere eseguiti i lavori se i pannelli sono così a ridosso delle mura?».
Domande che si è posto anche l’assessore Cadeo, che ha preso le distanze dal provvedimento assunto dalla scorsa amministrazione («non la condivido affatto») e ordinato, d’accordo col sindaco Letizia Moratti, la sospensione delle affissioni fino a che l’Avvocatura non avrà espresso un parere: «Dai documenti che abbiamo in mano - afferma Cadeo - mi sembra che ci siano discrepanze tra il contratto e quanto è stato realizzato. Se è possibile lo impugneremo, altrimenti cercheremo almeno di accordarci con la concessionaria per modificarlo. La terza via sarebbe il ricorso alla procura, ma speriamo di non arrivarci». Di sicuro, «casi del genere in futuro non si ripeteranno, è uno scempio. La sinergia tra restauri e sponsorizzazioni è positiva per il Comune, ma la pubblicità non deve essere così invasiva, bisogna porre delle gole certe». Più cauto Sgarbi, che definisce l’invasione dei pannelli «transitoria» e dunque «non così preoccupante. Basta non passarci davanti durante il periodo dei lavori».