Un murales per «Abba» 4 mesi dopo l’omicidio

Appuntamento ieri in via Zuretti per ricordare Abdul Guiebre, detto Abba, il ragazzo del Burkina Faso ucciso in città lo scorso settembre. Protagonisti i ragazzi del centro sociale «Cantiere», del comitato «Per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo» e «No mama project». Una trentina di persone che, a ritmo di musica, hanno ridipinto il murales «Abba Vive», cancellato «non sappiamo da chi», dicono. Un’occasione per ricordare il 19enne ucciso a sprangate dai gestori, padre e figlio, di un bar appunto di via Zuretti. Ma anche una giornata per far sentire la loro presenza in città. «Muri bianchi, coscienze sporche», recitava un volantino distribuito dagli organizzatori. Che insistono sul valore della giornata non tanto o non solo come ricordo di Abba, anche se «la memoria è importante per costruire il futuro» quanto come presidio contro il razzismo, la xenofobia e le politiche securitarie a tutto campo.