Per Murdoch 6 miliardi di perdite e tagli in vista Secondo trimestre fiscale in rosso per News Corp. Riduzioni del personale al «Wall Street Journal»

La crisi fa un’altra vittima. A cadere sotto i colpi della più grave recessione dal Dopoguerra, è questa volta la News Corp, del magnate australiano Rupert Murdoch, che in Italia controlla Sky. La trimestrale del gruppo diffusa nella tarda serata di ieri mette in luce perdite per 6,41 miliardi di dollari nel secondo trimestre del suo anno fiscale. Un rosso vistoso, il primo da tre anni, che costringerà News Corp a una ristrutturazione non certo indolore: già si parla infatti di tagli del personale. I dettagli relativi all’entità dello sfoltimento degli organici non sono stati ancora resi noti, mentre è certo che i tagli riguarderanno il Wall Street Journal, il quotidiano del gruppo Dow Jones di proprietà della News Corp. Quanto a Sky Italia, nel secondo trimestre fiscale del 2009, la società ha riportato utili operativi per 10 milioni di dollari, in calo dai 62 milioni dello stesso periodo di un anno fa. Nella Penisola Murdoch prevede «un incremento del numero di sottoscrizioni» e ha definito la posizione di Sky Italia «solida». Per quanto riguarda la costituzione di una nuova società da parte di Rai, Mediaset e Telecom che avrà al suo interno una piattaforma satellitare che potrebbe diventare l’alternativa a Sky, Murdoch ha detto di non prevedere «un forte impatto sulle attività» di Sky Italia.
Anche se l’economia Usa resta in crisi, le vendite in negozi e grandi magazzini sono andate meglio del previsto. Il segno è sempre negativo rispetto a dodici mesi fa, anche se le previsioni fosche sono state almeno in parte sconfitte grazie alla politica dei super sconti praticata da molti negozi. «È la prima volta in vita mia - ha spiegato Britt Beemer, presidente di America’s Research Group - che ho visto i consumatori scegliere i negozi normali rispetto agli outlet perché più convenienti». E così ieri la catena dei grandi magazzini Wal-Mart grazie a vendite superiori al 2% rispetto alle attese, è riuscita a infondere un po’ di ottimismo alla Borsa statunitense dove gli indici hanno chiuso in rialzo (+1,3% il Dow, +2% il Nasdaq). Non solo. Ieri Wal-Mart ha chiuso con un più 4,37% anche se nel 2008 la discesa era stata del 17%. La società ha comunicato di voler passare a un sistema di previsioni diverso rispetto a quello mensile usato finora, a causa della volatilità del mercato. Secondo Wal-Mart, infatti, in questo momento è impossibile prevedere le reazioni dei consumatori sul breve periodo.
Anche altre grandi catene hanno registrato vendite migliori delle attese. È il caso di Abercrombie&Fitch, che ha visto i ricavi scendere del 20% rispetto al 25% stimato. Anche Victoria’s Secret ha fatto meglio del previsto, con vendite in calo del 9% rispetto al 16% che era stato pronosticato.