Murdoch incassa il primo no dei Bancroft

da Milano

Si fa più difficile il tentativo di scalata di Rupert Murdoch al colosso Dow Jones. A dire di no all’offerta da 5 miliardi del tycoon dei media è stato ieri Christopher Bancroft: «Perché rischiare? Sono disponibile a tutte le operazioni in grado di garantire benefici a Wall Street Journal, Dow Jones e ai suoi azionisti», ha detto. «Al momento, però, non vedo nulla che possa portare questo».
Christopher Bancroft è un elemento chiave nella complessa e articolata struttura della famiglia che controlla, attraverso il 24,7% del capitale, pari al 64,2% dei diritti di voto, il gruppo editoriale: oltre a fare parte del consiglio di amministrazione della compagnia, vale con i suoi due fratelli un terzo della quota riconducibile all’intera famiglia.
La riunione del clan, che da oltre 100 anni possiede il gruppo Dow Jones, colosso dell’informazione finanziaria, si è tenuta ieri a Boston in parte su sollecitazione di un ramo della famiglia, gli Hills, che si sono detti disponibili a discutere e approfondire le opzioni a disposizione del gruppo. L’incontro, per nulla risolutivo, ha visto - riferisce il Wsj - la defezione di molti componenti, tra i quali stesso lo Christopher Bancroft, nonchè William Cox e i suoi quattro figli, che insieme rappresentano un altro 15% circa del totale delle azioni B, quelle con voto rafforzato. Anche Cox, secondo il quotidiano, ha detto di non vedere di buon occhio l’arrivo del magnate dei media alla guida di Dow Jones & Co. L’orientamento, al momento, è che i Bancroft torneranno a vedersi ancora, per affrontare la vicenda. La presa di posizione di Christopher Bancroft, che teme danni alla indipendenza del giornale, è pero di grande importanza per l’assalto lanciato tre settimane fa da Murdoch, al punto che la News Corp lo considera l’elemento chiave per la riuscita dell’operazione. La Borsa, intanto, ha subito reagito colpendo i due titoli coinvolti nella vicenda, Dow Jones, e News Corp. Entrambi ieri erano in calo di oltre l’1 per cento.