Murdoch: «Lontani dai partiti La mia tv non vuole far politica»

Dopo l’incontro con Prodi, il proprietario di Sky ricevuto da Berlusconi

Pier Francesco Borgia

da Roma

Sbarca in Italia Rupert Murdoch, padrone di Sky. Ieri il magnate australiano è stato ricevuto da Berlusconi a palazzo Grazioli per una colazione di lavoro cui ha partecipato anche Fedele Confalonieri. Si è discusso della situazione del nostro Paese e sicuramente Murdoch avrà avuto modo di sciorinare le virtù dell’ultima «creatura» targata Sky. Quel decoder-registratore per il lancio del quale ha affrontato la trasferta italiana. Prima del pranzo con Berlusconi, Murdoch aveva incontrato la stampa. E prima ancora, lunedì sera, Rutelli, Prodi e Fassino.
Un incontro «molto interessante» ma senza «nessun risvolto pratico immediato», l’ha definito il premier. Anche se è servito a smentire le voci su presunti contrasti con Mediaset. «Abbiamo parlato del panorama internazionale e dello sviluppo delle tv nel mondo - ha detto Berlusconi -, dell’andamento della pubblicità nei vari continenti, in particolare negli Stati Uniti ed in Italia, dello sviluppo delle tv e della telefonia. È un mio amico e ci siamo confrontati su queste cose anche per reciproca conferma di amicizia». Quanto alle voci sui contrasti, il premier è stato netto: «Non ci sono assolutamente: ci sono dei settori come il calcio in cui c’è concorrenza fra le due aziende ma che è rimasta nei limiti di assoluta lealtà». Dunque «non c’è stato nemmeno il più piccolo accenno da parte sua ad una situazione spiacevole o da lui ritenuta tale».
Parlando con i giornalisti Murdoch ha sgombrato il campo dalle speculazioni assicurando che non intende sostenere nessun partito alle prossime elezioni italiane. Ha suggerito che avrebbe potuto prender posizione solo se avesse controllato qualche testata della carta stampata, ma che la tv serve a uno scopo diverso. «Nella nostra programmazione delle news - ha detto - ci impegniamo ad assicurare una copertura equilibrata per garantire il rapporto fiduciario col pubblico, dando uguale spazio a tutti i partiti. È fondamentale garantire imparzialità quando si sfrutta una concessione pubblica». «Diverso sarebbe se dovessi pubblicare un quotidiano o un settimanale», ha aggiunto il magnate negando però ogni interesse per la quota Rcs di Ricucci.
Sul digitale terrestre Murdoch non si sbilancia. «Credo che ci sia spazio per più protagonisti, ma è chiaro che alla fine si affermerà chi offre il miglior prodotto sia dal punto di vista tecnologico che di contenuti». Inevitabili le frecciatine nei confronti della tecnologia concorrente: «Non credo che il digitale terrestre in Italia sarebbe a tre milioni di decoder distribuiti, se gli italiani avessero dovuto pagare». Sui contributi governativi, aggiunge: «I governi in tutto il mondo hanno adottato la linea di incoraggiare il digitale. È nostro auspicio però che tutti quelli che operano nel settore possano essere trattati allo stesso modo». Mostra sicurezza anche quando gli parlano di stadi vuoti e crisi del calcio. «Credo stia alla Lega stabilire cosa proporre agli spettatori e, soprattutto, capire come coprire le spese che crescono a dismisura. Le leghe, non solo quella italiana, hanno sviluppato un appetito che non sembra conoscere limiti».