Prima del Muro ad andare in pezzi fu la speranza

Un'isola sul Baltico, la voglia di libertà, l'amicizia «Kruso» è un grande romanzo sull'orrore comunista

Ora verrà tratto anche un film da Kruso di Lutz Seiler, che è stato proclamato «libro dell'anno» (2014) in tedesco. Una volta tanto la critica è stata unanime nel considerarlo una «rivelazione»: per Der Spiegel siamo addirittura di fronte a un equivalente della Montagna incantata di Thomas Mann. Il coro dei consensi è stato aperto da Lothar Müller, critico letterario della Süddeutsche Zeitung , che lo ha esaltato come «un faro»; gli ha fatto eco Roman Bucheli sulla Neue Zürcher Zeitung , che lo ha definito un racconto teso e temerario, «una grande provocazione poetica». Ma perché tanto successo e tali riconoscimenti? L'autore Lutz Seiler, classe 1963, è nato Gera, in Turingia, che allora faceva parte della Ddr, la Repubblica democratica tedesca. Si tratta ancora una volta di un romanzo della «svolta», ambientato nel fatidico 1989. Argomento intrigante quanto mai, ma insidioso. Non si è ancora dimenticato il memorabile fallimento di Günter Grass nel 1995 con È una lunga storia . Ci sono voluti circa vent'anni affinché a uno scrittore emergente, proveniente dall'«altra Germania», riuscisse l'impresa di trasferire in scrittura il trauma più oscuro, doloroso e non ancora superato della storia tedesca dopo la catastrofe della guerra.

La trama è particolare. Estate del 1989, il protagonista Edgar Bendler - studente di germanistica, in profonda crisi esistenziale per la tragica morte della fidanzata - lascia l'università e si trasferisce a Hiddensee, un'isoletta sul Mar Baltico, famosa stazione balneare, meta agognata dei turisti della Ddr, ma anche rifugio di artisti, tipi originali e alternativi. Inoltre l'isola, a poche miglia dalla danese Møn, rappresentava una possibile via di fuga. Edgar, detto Ed, trova lavoro come sguattero presso «Klausner», una pensione all'estremità settentrionale dove lavora anche Alexander Krusowitsch, detto Kruso, figlio di una tedesca e di un generale russo. Kruso, che funge da guru segreto dell'isola, è l'autorità incontrastata nella pensione. Ed si lega intimamente a lui in una amicizia che ha un valore terapeutico. Nel passato di Kruso vi è una ferita non rimarginata: da ragazzo ha assistito alla fuga, disperata e impossibile, della sorella verso la Danimarca. Il giovane è impegnato a trasformare l'isola in una utopia concreta per i naufraghi della Ddr. Per falliti e perdenti, ma anche per uomini che aspirano a una vita alternativa, a una libertà che non è quella che poteva dare la Ddr, ma nemmeno quella promessa dall'Occidente. Chi approda a Hiddensee ha «abbandonato il paese senza attraversare il confine»: è giunto su una strana isola utopica del nostro tempo. Non a caso il nome Kruso allude a Robinson Crusoe, mentre Ed è il suo Venerdì in questa «Libera Repubblica di Hiddensee», in cui gli stagionali alternano il duro lavoro alle notturne pratiche di iniziazione alla vita comune e all'eros.

Il romanzo è un libro politico, ma è soprattutto scrittura lirica autentica e insieme un picaresco racconto d'avventura, una «robinsonata» (genere famoso nella letteratura tedesca del '700), un modernissimo «romanzo di formazione» e insieme un inno alla ricerca della libertà a ridosso della svolta epocale. E infatti i dodici membri del personale, in quegli indimenticabili mesi del '89, vengono a sapere, per radio, dell'esodo in massa dei loro concittadini verso Occidente attraverso il poroso confine magiaro e anch'essi, uno alla volta, lasciano l'isola. Restano Kruso e Ed - la radio si rompe proprio nei giorni di novembre, quelli dell'abbattimento del muro. Affiora tra i due amici un'angoscia crescente che sfiora la tragedia, finché la tensione si attenua con una mission per Ed, trasmessagli da Kruso prima di morire. S'impegna - per ricordare l'atrocità del regime comunista della Ddr - a ricostruire negli archivi segreti della polizia danese le vicende di coloro che avevano affrontato il viaggio verso la libertà, morendo almeno in 174.

La Germania ha accolto il romanzo con stupore e ci si è ritrovata con tutta la sua storia che, malgrado l'attuale benessere consumistico, si fonda su tragedie ancora brucianti, mentre nel profondo è ancora viva quella invitta anima romantica, come conferma il lirismo di Seiler con quei semi di libertà sparsi in questo racconto straordinario. Il libro, in uscita il 27 maggio, verrà presentato al prossimo Salone del libro di Torino da Del Vecchio, un intrepido editore che ha già pubblicato una raccolta di poesie e di racconti di Lutz Seiler ( La domenica pensavo a Dio e Il peso del tempo ). Uno scrittore proprio non «accademico»: muratore e carpentiere prima di approdare alla poesia e alla scrittura. In Kruso , il suo primo romanzo, questo esordiente si è rivelato un autore robusto e maturo. Da Kruso ci si può attendere una rinascita della letteratura tedesca.