«Il muro di Genova resiste più che a Berlino»

(...) «Per una città che si candida a essere identificata come città dei diritti - dice Enrico Musso - questa era un'occasione da non perdere. Pure genova avrebbe dovuto commemorare la riunificazione delle Germanie e la vittoria della libertà e della democrazia in Europa e nel mondo. Invece si è ritenuto che questa giornata non fosse degna di alcuna celebrazione. Perché qui si ritiene siano più importanti diritti e pretese più o meno legittime di qualunque gruppo e gruppetto purché sia di sinistra».
«Potevamo andare in un altro quartiere, in centro, in piazza De Ferrari - spiega il coordinatore di Giovane Italia Liguria Alessandro Gianmoena - ma abbiamo scelto San Fruttuoso proprio perché è un quartiere tradizionalmente comunista e di sinistra. Volevamo abbattere il muro che resiste ancora in molte circoscrizioni cittadine. Siamo contro quella cultura di sinistra che, a livello nazionale e locale, non vuole abbattere il muro ideologico di governo della città che limita lo sviluppo genovese e ligure. A Genova le parole produrre ricchezza sono soltanto appannaggio di circuiti e economici legati alla sinistra come le Coop, che sostanzialmente soffocano il libero mercato».
Da Raffaella Della Bianca a Giuseppe Rotunno, i politici del centrodestra hanno riempito, poi, piazza Martinez. Alla fine ha parlato pure il candidato governatore Sandro Biasotti. «Dopo venti anni - dice Biasotti - la Liguria resta una delle poche realtà dell'Europa occidentale in cui il muro dell'ideologia non è ancora stato abbattuto. La giunta di sinistra attuale è tra le poche al mondo in cui i comunisti sono al governo. Burlando e compagnia vivono nell'illusione dell'utopia comunista, attendendo l'avvento della dittatura del popolo. Il mio obiettivo è abbattere la cortina di ferro che circonda la nostra regione».
Ieri è intervenuto anche il consigliere regionale Pdl Gianni Plinio che ha scritto al sindaco di Genova Marta Vincenzi chiedendo di intitolare una via della città alle vittime del muro di Berlino. Stessa richiesta è stata avanzata ieri dai consiglieri del gruppo Pdl e Lega Nord al sindaco di Sestri Levante. Giovanni Boitano, commissario provinciale Udc, ha ricordato come papa Woytila e Walesa abbiano contribuito a fare terminare il regime comunista d'oltrecortina. E ieri pomeriggio il gruppo regionale Pdl ha presentato una mozione intitolata «La giunta Burlando fa finta di niente. Vogliamo che venga celebrata adeguatamente la giornata della libertà».
«Questo evento storico - spiega il capogruppo Saldo - merita di essere ricordato da tutti. Purtroppo anche quest'anno la giunta Burlando non ha predisposto un adeguato programma di manifestazioni pubbliche e nelle scuole per ricordare i valori della libertà e gli effetti nefasti del comunismo e del totalitarismo».