Muro Yamaha per proteggere Rossi «Conta solo quello che fa in pista»

Valentino torna in moto dopo la bufera fiscale: «Dimostrerà la sua innocenza»

da Brno

Il clima è teso, inevitabilmente. Dopo la bufera fiscale che ha travolto Valentino Rossi, a Brno, dove domenica è in programma il Gp della Repubblica Ceca, dodicesimo appuntamento stagionale, è quasi inevitabile che le moto passino in secondo piano. Tutti vorrebbero parlare con Valentino, conoscere la sua opinione, al di là di quanto andato in onda martedì 14 agosto in alcuni Tg nazionali. Ma Rossi non si fa vedere e perlomeno fino a domani pomeriggio non parlerà con nessuno, se non con la sua squadra.
«È stata una scelta della Yamaha - precisa William Favero, responsabile della comunicazione della casa giapponese -. Abbiamo deciso di far valere il nostro diritto di tenere il pilota più lontano possibile da certi discorsi, per farlo concentrare sull’attività sportiva. Faremo conoscere le sue opinioni relative a questo gp attraverso un comunicato».
Una scelta condivisa, naturalmente, dal team manager Davide Brivio. «Per noi, in questo momento, conta solo quello che facciamo in pista. È chiaro che la nostra è una posizione difensiva, anche perché qualsiasi parola verrebbe strumentalizzata».
Al suo fianco c’è anche Luigino, detto Gibo, Badioli, manager di Valentino Rossi. E la sua presenza, è una conferma del fatto che la situazione è tesa, perché erano anni che Gibo non si vedeva nel paddock al giovedì. Ma appena dopo l’ora di pranzo, Badioli, Brivio e altri uomini Yamaha hanno avuto un incontro, dove, naturalmente, si sarà parlato anche di Marc Canela, ormai ex responsabile della logistica della Yamaha, che ha rassegnato le dimissioni dopo che si è scoperto che dal 30 maggio è l’amministratore delegato della Great White London, la società inglese che gestisce l’immagine di Rossi, senza che la casa giapponese ne fosse a conoscenza.
«Non ho niente da dire - taglia corto Badioli -, se non che proprio qui a Brno avremmo comunicato alla Yamaha di Canela...».
No comment, o quasi, anche su tutto il resto.
«Non rispondo alla domanda se condivido l’intervista senza contraddittorio di Valentino. Dico solamente che quella è stata una decisione dei direttori dei telegiornali di mandarla in onda, non certo di Rossi. Per quanto riguarda le accuse fiscali, tutto quello che ha fatto Valentino è consentito dalla legge e lo dimostrerà con i fatti».