Muscardini, l’anti La Russa «Un sano turn-over serve»

La nuova responsabile in Lombardia: «Ignazio mantiene un incarico prestigioso alla Camera. Gli altri erano provvisori, probabilmente non hanno dato il risultato sperato»

Marcello Chirico

da Milano

Lei il ribaltone se lo aspettava. «Perchè - spiega - Fini aveva già detto all’assemblea nazionale che l’organigramma attuale era azzerato e che avrebbe fatto nuove nomine. Per cui ha seguito semplicemente un percorso già tracciato». Così come non l’ha sorpresa di essere stata scelta proprio lei, dal presidente, come nuova coordinatrice del partito in Lombardia. «Ne abbiamo parlato a lungo domenica scorsa, durante una telefonata. Stamane (ieri per chi legge, ndr) mi ha chiesto se accettavo e gli ho detto sì». E infatti da ieri Cristiana Muscardini, esponente storico del Msi prima e di Alleanza nazionale poi, europarlamentare dal 1989, è la nuova segretaria di An nella regione più ricca e importante del Nord. Dove, tanto per metterla subito a suo agio, 11 presidenti federali su 12 hanno sottoscritto ieri un documento non esplicitamente contro di lei ma in appoggio al coordinatore uscente Massimo Corsaro. E se non è zuppa, è pan bagnato.
Onorevole Muscardini, come accoglienza mica male...
«Mi auguro davvero che il mio nuovo incarico non determini fratture nel partito. Eppoi non mi pare siano tutti contrari: quello di Lecco, per esempio, si è schierato subito con me. A Cremona c’è un commissario, a meno che nella notte non sia stato rimesso in sella un nuovo segretario...».
Il clima non appare però ottimale per mettersi a lavorare, ci sono tutti i presupposti per una possibile guerra.
«Le guerre che mi sono state fatte le ho sempre dimenticate, però chi me le ha fatte non credo che possa ritenersi soddisfatto dei risultati raggiunti».
E se invece continueranno a fargliele?
«Sono disposta a dare spazio a tutti, sulla base dell’impegno e della capacità di lavorare in squadra. Punto all’unità di intenti. Se però qualche presidente federale non vorrà collaborare, se ne assumerà le responsabilità».
Non teme che qualcuno possa abbandonare la nuova nave prima del varo?
«Desidero fare la coordinatrice, non la liquidatrice del partito. Defezioni, in An, mi pare ce ne siano state già dopo il voto, proprio tra uomini scelti da La Russa, passati ora all’Udc. Il mio compito sarà quello di aggregare le persone e conquistare nuovi spazi: chi mi vuole aiutare resti, altrimenti se ne vada».
Secondo molti qui in Lombardia non era necessario un ricambio dei vertici, visto che con quelli attuali il risultato elettorale è stato buono.
«Penso che un sano turn-over ogni tanto ci voglia. Quanto ai risultati elettorali, sono stati buoni perchè siamo corsi ai ripari in tempo con una mobilitazione generale. Quindi il merito è di tutti. Eppoi il cambio di organigramma è una bocciatura senza appello dell’organizzazione territoriale in generale: se ci fossero stati esiti brillanti, Fini non l’avrebbe operato».
E il siluramento di La Russa, come lo spiega?
«Ha mantenuto un incarico prestigioso, quello di presidente dei deputati. Le cariche di vicepresidente e vice-coordinatore erano provvisorie, probabilmente non hanno dato il risultato che Fini sperava».