Muscoli e doping, raffica di arresti

Naxi operazione dei carabinieri del Nas e della procura di Milano: 13 ordinanze di cutodia cautelare e oltre 60 indagati. Tra gli arrestati il ciclista Gianni Da Ros, 23 anni, che era in ritiro con la nazionale della pista in un hotel vicino a Padova. Tutto è nato da un'inchiesta delle "Iene"

Tredici ordinanze di custodia cautelare personale (12 in carcere e una con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) eseguite a Milano, Bergamo e Pordenone, contestualmente a 64 decreti di perquisizione personale e locale, relativi a 81 obiettivi nelle provincie di Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Novara, Pordenone, Torino, Treviso e Varese, presso abitazioni private, palestre, uffici e sedi aziendali e commerciali. Questo il bilancio dell’ operazione «Muscoli & Doping», condotta all’alba di oggi dal Nas di Milano nell’ambito di un’inchiesta su un vasto traffico illecito di sostanze dopanti, che ha coinvolto, tra gli altri, anche il ciclista professionista Gianni Da Ros, 23enne di Pordenone, fermato a Padova, dove era in ritiro con la Nazionale di ciclismo su pista.

L’indagine in una prima fase aveva portato al sequestro di diverse confezioni di sostanze ad effetto dopante illecitamente importate da paesi dell`Est Europa, dal Nord Africa e acquistate su Internet, e sono state indagate dalla Procura di Milano (pm Gianluca Prisco) 64 persone per i reati di concorso in illecita importazione, detenzione, vendita, ricettazione e utilizzo di farmaci ad affetto dopante, esercizio abusivo di professioni sanitarie e falsificazione della documentazione sanitaria inerente le ricette mediche per acquistare alcuni farmaci presso ignare farmacie. Il Gip Andrea Pellegrino, ha quindi emesso le 13 ordinanze di custodia cautelare personale seguite nelle prime ore di questa mattina da circa 250 carabinieri.

"Sono uno sprovveduto" Questa la reazione del ciclista Gianni Da Ros neoprofessionista di fronte ai carabinieri del Nas di Milano che, all’alba di questa mattina lo hanno arrestato in un hotel della provincia di Padova. I carabinieri gli hanno contestato la ricettazione, detenzione, cessione e assunzione di sostanze ad azione dopante. Da Ros è stato portato nel carcere di San Vittore a Milano, dove domani mattina sarà interrogato dal magistrato. Quella di Da Ros appare la posizione in qualche modo meno grave rispetto a quella delle altre 11 persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere (a cui bisogna aggiungere una persona arrestata in flagranza di reato e una con l’obbligo di firma) emessa dal Gip Andrea Pellegrino su richiesta del Pm di Milano Gianluca Prisco, perché avrebbe ceduto le sostanze dopanti e anabolizzanti a un paio di suoi amici, entrambi ciclisti non professionisti. Al momento dell’arresto Da Ros non aveva con sé alcuna sostanza.

Un altro ciclista indagato C’è un secondo ciclista indagato nell’inchiesta condotta dalla procura di Milano su un traffico illecito di sostanzze medicinali ad effetto dopante, che questa mattina ha portato all’arresto di 12 persone. Si tratta di uno sportivo, allo stato solo sottoposto ad indagine, che avrebbe acquistato da Gianni Da Ros alcune sostanze. Nell’indagine solo due sportivi di livello nazionale, con responsabilità diverse, sono finite sotto inchiesta. Quanto basta per fare dire agli inquirenti, che «il mondo sportivo ne esce bene».

Inchiesta nata da un servizio delle "Iene"  L’inchiesta antidoping è nata da un servizio tv delle Iene andato in onda il 7 marzo 2008 e intitolato "Muscoli e doping". Nel servizio, uno degli inviati del programma per circa 700 euro acquistava in un Vitamin Store di Milano prodotti come il Sustanon, il Proviron o il Winstrol. Da qui sono stati identificati i venditori. Poi, tramite intercettazioni e pedinamenti effettuati dai carabinieri dei Nas, sono state individuate tre filiere di distribuzione. Nelle intercettazioni telefoniche gli indagati usavano frasi e termini in codice come "Aggiungi due buttafuori da mettere a destra del palco" oppure "mi serve Debora" o "due ufficiali".