«Musei aperti al confronto»

Nel 2020 saranno nordafricani, sudamericani, filippini e forse anche cinesi i principali visitatori dei nostri musei. Una provocazione o uno scenario plausibile? Simona Bodo, una delle responsabili del progetto Ismu, non lo esclude, a condizione che i musei si impegnino ad accogliere e coinvolgere gli immigrati nelle loro attività. «A Milano, per esempio, la Pinacoteca di Brera sta lavorando da tempo in questa direzione. E lo sta facendo in stretta collaborazione proprio con quelle istituzioni dove sono più evidenti l'impatto del fenomeno migratorio e l'urgenza di un approccio interculturale: le scuole».