Musei, ecco la lettera della svolta

Bondi spiana la strada al nuovo supermanager. E al "Giornale" conferma
l’opera di razionalizzazione dei Beni culturali nonostante
l’opposizione della sinistra. Già si parla delle dimissioni di Settis

Mostre e musei, pomo della discordia. Per tentare di risolvere i problemi che affliggono da tempo il settore artistico ormai si è alla guerra aperta. Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi nella riunione del Consiglio Superiore dei Beni culturali del 18 novembre ha proposto di istituire «un direttore generale per la valorizzazione dei musei», subito indicato nella persona di Mario Resca, supermanager di varie aziende, dalla Cirio alla Mondadori alla McDonald’s Italia. Il Ministro pensava così di «dare nuovo impulso a tutto il settore», dei musei soprattutto, penalizzati come numero di visitatori rispetto ad altri paesi del mondo. La proposta scatena violente polemiche: il Consiglio, presieduto da Salvatore Settis, noto archeologo e direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, si oppone. I motivi? Tra i primi quella di aver avuto poco tempo per discutere la norma, la cui bozza «ci è stata consegnata solo un’ora prima dell’inizio» della seduta. Secondo la «mancanza di competenze specifiche per un ruolo di quel tipo», importante e delicato. Ruolo per cui il Ministro stesso aveva previsto il 3 giugno alla Camera e il 4 giugno al Senato «un grande concorso internazionale che attirasse i massimi esperti del settore»: idea vincente, cui dare il massimo appoggio, dice Settis.
Tra le preoccupazioni di Settis e di molti altri addetti ai lavori, ci sarebbero i compiti del supermanager: decidere, ad esempio, quali opere dei musei prestare, o quali mostre di interesse culturale organizzare, fatti che incidono direttamente sulla tutela del patrimonio artistico e culturale.
A queste obiezioni il Ministro risponde assicurando che il nuovo direttore, «uno dei più affermati manager italiani, lavorerà a fianco con le sovrintendenze e i tecnici del ministero», che lo appoggeranno in ogni scelta di carattere artistico. La proposta di Bondi, che sarà attuata con il contributo dei privati, delle fondazioni bancarie e degli enti locali, mira a migliorare un settore da tempo fermo, con problemi assurdi, che vanno dalla messa in sicurezza degli edifici al miglioramento dell’allestimento interno dei musei e alla loro rivalorizzazione. Ma la polemica infuria: da un lato si chiede al Ministro di retrocedere, dall’altro vengono addirittura ventilate le dimissioni di Settis. Ieri Gabriella Carlucci, responsabile nazionale per lo spettacolo della Pdl ed esponente della commissione cultura della Camera, le ha chieste a gran voce. Che succederà?
La situzione è molto difficile. E non è la prima volta. Già nel luglio scorso c’era stato uno scontro tra il Ministro e il professor Settis, in occasione di un articolo di quest’ultimo sul Sole 24 Ore in cui venivano denunciate le difficoltà dell’attuale ministero, definito una struttura «in liquidazione» a causa dei provvedimenti economici dell’attuale governo. Allora Settis era stato invitato a dimettersi dal Consiglio dei Beni culturali. Ma tutto era finito con un accomodamento. Bondi e Settis avevano fatto la pace, il Ministro gli aveva rinnovato la fiducia e la «legittimità di esprimere liberamente le proprie opinioni». Insieme erano poi andati a visitare l’area archeologica di Pompei. E ora?

LEGGI LA LETTERA DEL MINISTRO BONDI