Musei invasi e danni agli hotel È rivolta anti studenti-teppisti

Lancio d’agenzia di ieri, ore 13.22: «Studente in gita scolastica spaventa abitanti con pistola giocattolo e tirapugni». È una notizia Ansa che mette una certa ansia. Il diciannovenne (ripetente, si suppone) si è difeso davanti ai carabinieri che l’hanno denunciato sostenendo che «voleva solo far divertire un po’ i suoi compagni di classe».
Ecco, per «divertirsi un po’» i nostri studenti ormai sono abituati ad andare giù pesante. Lo sa bene il titolare dell’Hotel Turin di Aosta, Giorgio Sozzi, che - dopo aver ospitato l’ultima scolaresca - ha deciso di rendere il suo albergo off limits a questo tipologia di clientela. Cosa lo ha convinto? «Finestre frantumate, porte scardinate, lavabi rotti e ogni tipo di vandalismi...». Ma perché i ragazzi si scatenano? «L’essere in gruppo allenta i freni inibitori - spiega al Giornale Franco Lanzi, psicopatologo dell’età adolescente -. Inoltre gioca un ruolo non secondario il cattivo esempio di alcune rockstar amate dai più giovani che spesso hanno l’abitudine di devastare le suite dove alloggiano prima dei concerti». Così sono sempre di più i capi d’istituto che annullano le gite scolastiche sia per ragioni di «ordine pubblico», sia perché è diventato arduo trovare un docente-accompagnatore disposto a fare da capro espiatorio per le bravate del Pierino di turno.
«Ogni anno - denuncia l’ufficio tecnico del museo degli Uffizi di Firenze - registriamo migliaia di euro di danni, a seguito delle visite di scolaresche non adeguatamente preparate per visitare opere e ambienti dall’alto valore storico e artistico». Va oltre Vittorio Sgarbi: «Portare i ragazzini nei musei è inutile, anzi dannoso».
Contro le gite scolastiche si schiera anche Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi: «I professori corrono rischi enormi. Non è giusto che si trasformino in poliziotti per tenere sotto controllo i più esagitati».
«Le gite scolastiche sono lezioni a tutti gli effetti che però si svolgono all’esterno delle aule; ragion per cui gli indisciplinati vanno puniti col 7 in condotta», precisa il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni.
Rita Calderini, presidente del Cnadsi (Comitato difesa scuola italiana) è scettica: «Le gite scolastiche rappresentano solo un inutile spreco di denaro, i presidi farebbero meglio a investire in programmi didattici seri e laboratori efficienti».
Perplessi gli studenti. Vuoi mettere un bel «viaggio studio» per analizzare i Faraglioni di Capri?