Un museo a cielo aperto per promuovere cultura e territorio

La Regione Piemonte inaugura il “Muda”, proposta di itinerario che punta a far conoscere un’area, il Sud dell’Astigiano, ricca di caratteristiche ambientali e culturali e di eccellenze enogastronomiche<br />

Mu.D.A: una sigla che identifica il primo museo “a cielo aperto” voluto dalla Regione Piemonte per promuovere i territori del Sud dell’Astigiano e i 19 borghi che fanno capo alle due comunità collinari “Tra Langa e Monferrato" e "Vigne e Vini". Sono proprio i rappresentanti di queste due comunità ad aver deciso di fare squadra e condividere le proprie risorse per rivalutare la zona e mettere in rilievo gli aspetti comuni più interessanti: un paesaggio unico, una "filiera" enologica fra le più forti e innovative e, non certo ultima per importanza, una forte connotazione culturale. Il nome. “Muda”, nel dialetto piemontese è l’abito della domenica, quello che si indossa nel giorno della festa o della ricorrenza importante, che si conserva con cura e si rispolvera per fare buona impressione, colpire l’interlocutore e lasciare un buon ricordo. Il territorio del Sud dell’Astigiano ha scelto – spiegano i responsabili dello Studio Suitner che cura la comunicazione dell’iniziativa - di “estrarre dal suo guardaroba il vestito migliore, esaltando le specificità che sono già scritte nel suo dna, per raggiungere una sempre maggiore visibilità e attrarre sempre più turisti amanti del paesaggio, della cultura e dei piaceri della vita”.

Il paesaggio La zona, non da oggi, si presta in maniera ottimale innanzi tutto per un tour all'aria aperta, una passeggiata alla scoperta delle colline pettinate da filari ordinati di vigne a perdita d'occhio, disseminate di castelli storici e, dal punto di vista dell’ospitalità, caratterizzate da piccoli hotel de charme e numerosi agriturismi. Un viaggio alla scoperta della cultura enogastronomica che può vantare il tartufo bianco, le uve dolci del moscato, il gusto ricco della Barbera... Tutto questo a partire da Canelli, culla dello spumante italiano (qui, nella cantina tuttora visitabile, nel 1865 Carlo Gancia, dopo anni di studio in Francia e numerosi esperimenti in Italia, mise a punto per primo la ricetta dello "Champagne" italiano, oggi noto come Spumante Metodo Classico Tradizionale). Le cantine storiche di Canelli, conosciute come "cattedrali sotterranee" per le suggestive architetture, scavate fino a tre livelli nel sottosuolo di tufo che caratterizza queste zone, sono candidate a diventare Patrimonio mondiale dell’umanità tutelato dall’Unesco. Il giro prosegue, via via, a Colosso (per visitare i caratteristici “crotin”, strette e lunghe cantine scavate sotto le case del centro storico), e a Costigliole, dove convergono chef da tutto il mondo per studiare la cucina italiana autentica presso l’ Italian Culinary Institute for Foreigners. Praticamente obbligatorie, inoltre,le tappe a Mombaruzzo, patria degli amaretti, e a Nizza Monferrato, zona d’elezione della Barbera.

La cultura Oltre ai numerosi musei dedicati alla sapienza materiale e alle tradizioni contadine, in questa terra di Cesare Pavese e di Beppe Fenoglio si rinnova ogni anno il Premio Grinzane Cavour, prestigioso riconoscimento letterario che consacra autori collaudati ed emergenti. La presenza inoltre, nel Castello di Costigliole d’Asti, del Museo Nazionale del Territorio, epicentro del Parco Culturale del Premio Grinzane Cavour o le numerose manifestazioni tradizionali e storiche, come la rievocazione dell’Assedio di Canelli e la Corsa delle Botti di Nizza Monferrato, puntano a connotarsi come concrete testimonianze del “ruolo centrale svolto dalla cultura nelle terre del vino e dal vino in una terra di cultura”.