Museo del Novecento, l'arte è servita

Inaugurato all'ultimo piano dell'Arengario il ristorante «Da Giacomo». Le sale tematiche, ispirate ai diversi decenni del Novecento, sono state disegnate dagli architetti Rimini e Peregalli, in stile Deco. Nel menù piatti della tradizione milanese.

Una vista mozzafiato. Lassù si può provare il brivido di sentirsi sospesi su piazza Duomo. L'impressione di sfiorare la Madonnina con un dito. E di puntare lo sguardo nel cannocchiale della galleria Vittorio Emanuele. È stato inaugurato ieri in cima alla rampa d'ingresso alla Torre dell'Arengario il ristorante del Museo del Novecento, aperto solo una settimana fa, ma con all'attivo 50mila visite. «Da Giacomo» si doppia: oltre a via Sottocorno, ora lo troveremo a decine di metri di altezza sulla piazza. Con un allestimento e un arredamento simili.
«Non è vero che con la cultura non si mangia - ha commentato l'assessore alla Cultura del Comune Massimiliano Finazzer Flory - basta avere buoni ristoranti in ottimi musei, possibilmente con vista sulla storia, perché la cultura deve confrontarsi anche con l'accoglienza e l'ospitalità».
Il progetto del ristorante del Museo del Novecento, firmato dagli architetti Laura Sartori Rimini e Roberto Peregalli - che ha progettato anche l'interno del ristorante «Da Giacomo» di via Sottocorno - vuole essere un omaggio a un mondo che ha avuto la sua massima espressione negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, il Decò.
Lo spazio, infatti, è scandito da diverse «period rooms» che individuano anche le varie zone del ristorante. Una Hall, a tavoli bassi, poltroncine e divani, con una decorazione alle pareti a fondo nero. Un Bar panoramico caratterizzato da elementi alti, che si slanciano verso il soffitto, omaggio alle architetture metafisiche di De Chirico e Carrà. Una Sala ristorante, dotta citazione di Loos, rivestita con pannellature di legno dorato, specchi invecchiati e soffitto a cassettoni. Infine una Galleria aperta sulla cucina con pannellature in lacca rossa stile anni Trenta e infine il Dehor nella grande loggia in ferro e vetro affacciata su piazza Duomo.
La gestione del ristorante è affidata a Giacomo Bulleri e alla sua famiglia. Cuoco toscano, dopo aver fatto esperienza in alcuni ristoranti di Torino si trasferisce a Milano nel '58 dove apre il suo ristorante «Giacom» in via Donizetti proponendo piatti tipici toscani. Dal 1990 si sposta in via Sottocorno, diventando il salotto della Milano bene. La figlia Tiziana, in sala, e il marito Marco Monti in cucina, proseguono con la stessa passione il lavoro svolto da Giacomo, che ancora oggi delizia la clientela con la sua pizzetta offerta come appetizer.
Nel menu delr istorante dell'Arengario un posto di riguardo è dedicato al Novecento, che propone piatti rigorosamente presi dalla tradizione milanese.