Museo Poldi Pezzoli: nuova luce per i capolavori della collezione

É stato presentato il progetto-pilota dello Studio Ferrara Palladino e Associati che rivoluzionerà l'illuminazione in tutte le sale espositive

Il Museo Poldi Pezzoli ha presentato, grazie al cofinanziamento unico di Regione Lombardia, il progetto per una nuova illuminazione delle sale e delle opere, realizzato dallo Studio Ferrara Palladino e Associati con la collaborazione di FontanaArte. Il progetto intende sostituire integralmente l'illuminazione di tutte le sale espositive, realizzando un vero e proprio allestimento permanente, con due obiettivi: valorizzare maggiormente le opere esposte e restituire omogeneità di lettura ai vari ambienti della casa-museo che, nei riallestimenti post bellici, hanno perso in parte l'identità originaria del luogo e del disegno di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.
Attualmente l'illuminazione nei vari settori in cui è suddiviso il museo è infatti disomogenea, essendo stata realizzata in momenti diversi e utilizzando sorgenti luminose differenti. Finora è stata privilegiata soprattutto la visione degli ambienti, per sottolineare il carattere di casa-museo del Poldi Pezzoli: la luce è proiettata sulle volte e si riversa uniformemente sulle pareti. Di conseguenza le opere d'arte non risultano sempre ben leggibili e ben valorizzate. Sono stati invitati a presentare un progetto di intervento su quattro diversi studi milanesi di architettura specialisti di illuminotecnica. A seguito di numerosi incontri tra il personale scientifico del museo e gli architetti e di alcune prove svolte nelle tre sale "pilota", la commissione ha dichiarato vincitore il progetto dello Studio Ferrara Palladino e Associati.
Il piano di intervento vincitore prevede l'installazione, sul soffitto di ciascuna sala del museo, di uno o più corpi illuminanti formati da lampade montate su bracci estensibili, che consentono di raggiungere sempre la posizione e la distanza ottimali da cui proiettare la luce sulle opere. Di grande innovazione, nel campo dell'illuminazione, l'uso del materiale impiegato per la costruzione dei bracci, realizzati da FontanaArte: lunghe e snelle articolazioni, realizzate internamente in carbonio alto modulo ed esternamente rivestite in elegante alutex, compongono l'ossatura delle sospensioni e ne garantiscono una certa leggerezza sia strutturale che percettiva. Per quanto riguarda poi l'obiettivo irrinunciabile di garantire un'ottima qualità della visione delle opere e quindi la massima fedeltà cromatica, il progetto ha previsto l'impiego di sorgenti luminose a spettro continuo. Nella Sala del collezionista del museo sarà inoltre allestita una piccola mostra dedicata ai progetti degli studi Barbara Balestrieri, Caruso-Torricella, Ferrara Palladino e Associati e Forcolini light & lighting che sono stati presentati al concorso, in modo che il pubblico e gli addetti ai lavori possano condividere il percorso che ha portato il museo e la commissione giudicatrice alla scelta del progetto vincitore. L'esposizione resterà aperta al pubblico fino alla fine dell'estate.