Il Museo simbolo delle crepe di Genova

Galata nel degrado dopo un solo anno dall’inaugurazione

(...) Guillermo Vázquez Consuegra servì a completare la ristrutturazione architettonica della Darsena, con il recupero storico del quartiere Galata, originariamente un cantiere di costruzione e riparazione per galee. Il Museo del Mare doveva essere il fiore all’occhiello di Genova, il simbolo della cultura marinara della Superba. Invece. Basta uno sguardo a muri, soffitti e pavimenti per domandarsi se sia tutta colpa di un’umidità fuori del normale o di lavori eseguiti troppo in fretta, la fretta di inaugurare la struttura almeno prima della fine dell’anno della Cultura.
Un turista che decida di avventurarsi nel museo è preferibile che posi lo sguardo soltanto sui bei reperti di mare nelle vetrine in esposizione, perché se osservasse oltre i vetri resterebbe profondamente deluso. Sul sito del Comune dedicato al Museo del Mare si legge: «Il Galata è stato progettato confrontandosi con i maggiori musei marittimi mondiali (come il Greenwich Maritime di Londra, il Museo Vasa di Stoccolma, il Museo Marittimo di Barcellona). Con questa operazione, l’area del Porto Antico è stata trasformata da un’area portuale a vero e proprio parco urbano, che ha spostato verso il mare il baricentro della città, con positive ricadute sul recupero dell’intero centro storico».
Chissà se i prestigiosi Musei europei citati versano nelle stesse condizioni del Galata, chissà se solo dopo un anno necessitano di mettere mano a cazzuola e pennello? A tal proposito è stata presentata dal capogruppo della Lega Nord in Comune Edoardo Rixi un’interrogazione urgente per chiedere spiegazioni al sindaco e alla giunta. «Trovo scandaloso - dice Rixi -, che dopo poco tempo dall’inaugurazione il Museo sia ridotto in simili condizioni. In occasione di Genova 2004 il Comune si è dato da fare per valorizzare Genova ma poi, come al solito, finiti i festeggiamenti abbandona ogni cosa nel dimenticatoio. Il rischio è che il Museo del Mare faccia la fine del Titanic, costato tanti soldi e finito in fondo al mare».