Musica, arte e film La città si riscopre «contemporanea»

Viaggio nella sperimentazione da domani al 28 maggio: tra gli ospiti Matthew Barney il regista Peter Greenaway, e la compositrice Ustvolskaya

Buongiorno ricerca. Dalle pellicole firmate del genio americano Matthew Barney, alle sperimentazioni sonore della russa Galina Ustvolskaya. Dalle lezioni tenute da Marina Abramovic sulle performance art (la rassegna è Pensieri visivi), alla mostra dell’artista britannico Martin Creed. Cinema, performance, musica e installazioni. Avanti così, per venti giorni buoni. Arriva Milanocontemporanea, siamo alla seconda edizione: il titolo dice tutto. O quasi.
L’obiettivo alla base di questa maxi-iniziativa culturale sotto la regia di Palazzo Marino la spiega l’assessore alla Cultura Stefano Zecchi: «Sostenere la contemporaneità». Chiosa: la città è sempre stata laboratorio di idee, e i milanesi anche in tempi recenti hanno dimostrato di apprezzare e partecipare. La prova sta nei numeri, per fare un esempio: ecco le 40mila presenze registrate nella scorsa edizione, correva l’ottobre 2005. «Questo entusiasmo - spiega l’assessore - mi ha convinto a riproporre Milanocontemporanea, in una città che si dimostra sempre più luogo di innovazione e creatività». Ma vediamo alcuni appuntamenti del programma, fino a domenica 28 maggio.
L’avvio di Milanocontemporanea è affidato a The Cremaster Cycle il capolavoro di Matthew Barney, artista al confine tra cinema sperimentale e videoarte (dal 5 al 7 maggio allo Gnomo). Dall’8 all’11 segue la proiezione della nuova pellicola dell’autore con Bjork, Drawing Restraint 9, film senza dialogo in cui fotografia e musica disegnano immagini ispirate alla cultura giapponese. La Rotonda della Besana (10 maggio) ospita l’installazione-performance H20-NaCICaCo3 - di Julie Nioche, giovane coreografa della body art. Interessante la proposta del Progetto blu - Pensieri visivi, evento a cura del teatro Parenti: martedì all’Hangar Bicocca c’è la lezione di Marina Abramovic sullo sviluppo della performance art. Dopo il percorso di Haim Baharier (Dentro la parola tra le torri, 10 maggio), il 23 arriva per la prima volta il regista Peter Greenaway: presenterà il suo show multimediale The Tulse Luper Vj event. Nello stesso Hangar ci sarà la rassegna di new media art, architettura, sound e audiovisivi MixedMedia. Il 17 e 18 maggio invece, al Parenti, L’isola delle Parole: ideata dalla Shammah e Maimone: parole cantate, danzate e recitate in un’installazione luminosa.
Dal 22 al 25, Kouros, tragedia in teatro di Ludovica Ripa di Meana. E ancora, la proposta dei Sentieri Selvaggi: il Pac (12 maggio) ospita Stato di grazia, nell’ambito della stagione contemporanea «Il femminile», le musiche della compositrice Galina Ustvolskaya. Infine, la mostra I like things di Martin Creed, che si inaugura all’Arengario il 16 maggio.