Musica da camera penale

Anche per dirigere una famiglia ormai bisogna essere un manager, e quando ti accusano di non esserlo è perché spesso hanno esaurito altri argomenti. Non lo dico per appoggiare la candidatura di Francesco Saverio Borrelli alla presidenza del Conservatorio di Milano, ma per giudicare debole l'accusa di sue scarse capacità dirigenziali. È pur sempre il Conservatorio, e Francesco Saverio Borrelli nacque in una famiglia altoborghese con la fissa della musica, si iscrisse al Conservatorio di Firenze e studiò pianoforte e armonia e composizione, vinse una borsa di studio per andare a Bayreuth a consacrarsi nel mito di Richard Wagner, si diplomò nello stesso anno in cui si laureò in Legge con una tesi che già diceva tutto: «Sentimento e sentenza». Il dualismo tra musica e legge ha diviso tutta la sua famiglia: la sorella è sposa del musicologo Roman Vlad, il fratello è stato consigliere dell’Opera di Roma, Borrelli in passato ebbe anche a esibirsi in un concerto pubblico e figura tra i pochi che presenzia alla Prima della Scala addirittura per motivi musicali. Se non disturba, e posto che gestiva una Procura e non un chiosco di aranciate, personalmente lo giudico una persona di cultura musicale mostruosa. Ad altri scranni forse era decisamente meno adatto, ma ora è un po’ tardi per parlarne.