La musica della città ha trovato i suoi interpreti

Stomp, l’arte del rumore. Bidoni della spazzatura percossi come tamburi da una tribù metropolitana che segue il linguaggio ancestrale del corpo, armonizzandolo al ritmo del sangue in circolo e al battito di percussioni casalinghe. Spazzoloni sfregati con energia sul pavimento bruno, luccicanti coperchi di metallo fatti suonare come gong, sbattuti l’uno contro l’altro con slancio tribale. E poi tubi, lavandini, manici di scopa, pneumatici. Tutti oggetti di uso quotidiano percossi, sbattuti, martellati ad arte, che in scena diventano strumenti in grado di trasformare il rumore molesto in melodia urbana; una sorta di rap anticonvenzionale in cui a «parlare» sono solo i corpi e gli oggetti: il battito delle mani, il tambureggiare dei piedi e i suoni metallici di un’orchestra allestita con materiali di scarto. Una giungla melodica e «verde» nient’affatto disturbante, quella fatta fiorire sulle ribalte internazionali dagli Stomp, il popolare gruppo di performer inglesi celebri per aver trasformato l’arte del riciclaggio in urban style (e il baccano in musica) che a grande richiesta torna a esibirsi da oggi al 17 maggio sul palcoscenico del teatro Olimpico per un show-concerto di grande intensità. Celebri da Broadway a Parigi e da Los Angeles a Tokyo, gli Stomp l’anno scorso hanno fatto il bis a Milano, insieme con Legambiente, dando vita a I Lav Milan. Oggi? La loro «mission» ecologista prosegue in scena, obiettivo: liberare il sound quotidiano del Duemila con l’intensità di vibrazioni quotidiane, ma sconosciute, e dare ossigeno al pianeta. Antinquinamento e lotta agli sprechi urbani, stupore e meraviglia. Fedeli a questa filosofia di vita, 17 anni fa gli Stomp rivoluzionarono l'arte di Tersicore mescolando con furia creativa numeri di alta acrobazia e musica rock, circo e teatro, improvvisazione e flamenco, odore d'asfalto ed echi metropolitani. Oggi, più in forma che mai, il gruppo creato a Brighton nel ’91 dagli eclettici Luke Cresswell e Steve McNicholas propone uno spettacolo a metà tra il concerto sinfonico, realizzato in puro stile videoclip, e un forsennato rito tribale. Il tutto senza aprire bocca, usando come canovaccio solo il rumore martellante della voce della città mixato all'umorismo del cinema muto, imprestato alla Pop Art. Lo show allestito dagli Stomp è una street dance ad alto impatto, svincolata dalle mode e dagli stili. È una performance vibrante ed energetica, scansionata da un vortice di immagini-flash in grado di trascinare la platea di ogni lingua, cultura e generazione in una spirale di coinvolgimento che non ha eguali. Uno spettacolo assolutamente da non perdere.