Musica classica nel parco dedicato a don Gius

Moratti: «Ora tocca a noi, dobbiamo ampliare il volontariato. E Milano va educata alla cultura del bello»

Chiara Campo

Un parco per don Gius. E poiché il papà amava la musica, come ricorda il sindaco, «così che il piccolo Luigi cresceva con una speciale sensibilità per la bellezza», a Gabriele Albertini piacerebbe che tra i rami degli alberi dell’ex Solari, da ieri ribattezzato parco don Luigi Giussani, comparissero degli altoparlanti. Per regalare ai milanesi, in pausa pranzo, un’oasi di pace e musica classica. Ma non vuole decidere da solo: durante la cerimonia, il sindaco ha proposto ai cittadini di «studiare insieme forme di collaborazione per curare e mantenere bello questo parco», intitolato al fondatore del movimento di Comunione e liberazione un anno dopo la sua scomparsa, il 22 febbraio di un anno fa. Qualche iniziativa per cui «giovani, famiglie, nonni, chi lavora e vi trascorre la pausa pranzo, guardandosi intorno possano percepire che c’è qualcosa, come è accaduto a me, e possano dire “qui c’è del buono, c’è del vero”». Pensiero che, ha confessato, gli è venuto in mente ogni volta che ha avuto «la fortuna di avere come collaboratori persone e amici educati dalla sua persona». Ecco perché «Milano dedica un bel parco a questo suo figlio», riconoscendo che don Gius «è un patrimonio di tutta la città, non solo dei “suoi”».
Sono stati i fratelli di don Giussani, Livia e Gaetano, a scoprire col sindaco la lapide che lo ricorda come «sacerdote ed educatore», e il presidente di Cl, Julian Carron, ha espresso il proprio compiacimento perché «si sottolinea che l’educazione è un fatto centrale nella vita della città, solo le persone educate possono costruire la speranza».
Tra i tanti accorsi alla cerimonia, chiusa dai canti del coro di Comunione e liberazione, gli assessori milanesi Tiziana Maiolo, Stefano Zecchi, Aldo Brandirali, il presidente del consiglio comunale Giovanni Giudice e alcuni consiglieri, il presidente della Camera di commercio Carlo Sangalli e molti rappresentanti di Cl. «Don Giussani ci ha impartito un insegnamento straordinario - ha sottolineato il governatore Roberto Formigoni -. Era un religioso che amava tutti gli uomini, non solo i cattolici, le sue azioni sono state di profondo significato anche per i laici». Il parco «è un gesto che aggiunge un altro luogo simbolico ai tanti che già parlano di lui, come il liceo Berchet dove insegnò, l’Università Cattolica, l’Istituto del Sacro Cuore che aveva voluto come luogo permanente di educazione. Oggi Milano riconosce in Giussani uno dei suoi figli più illustri». Per il ministro e candidato sindaco della Cdl, Letizia Moratti, «ora il resto del compito che Don Giussani ha iniziato tocca a noi: dobbiamo ampliare il volontariato in varie forme: lo sport, l’aggregazione, gli eventi sociali. In poche parole: la nostra città va educata alla cultura del bello». Albertini infine ha riferito che «oggi a centinaia e centinaia affollano il Cimitero Monumentale, il luogo del suo riposo, ed è uno spettacolo per tutti. E già si dice di lui: “È un santo”».