Musica contemporanea Quattro istituzioni per una rassegna «trasversale»

Riflettori puntati sulle note contemporanee. È una stagione trasversale quella offerta da «Roma Musica Nuova» l'iniziativa che vede coinvolte quattro istituzioni musicali: Santa Cecilia, Musica per Roma, l’Opera e l’Istituzione universitaria dei concerti, che danno vita, scambiandosi conoscenze, informazioni e collaborazioni, a una «iper stagione» che offre un’attenzione mai dedicata prima alla musica del nostro tempo. Quaranta concerti, da gennaio a giugno, che, sottolinea il direttore artistico dell’Opera, Nicola Sani, «rappresentano titoli di grande musica contemporanea e non sono certo un festival ma incarnano una vera e propria stagione che intende creare un sistema musica». Il debutto di «Roma Musica Nuova» (Auditorium, domenica alle 11), è affidato alla già tante volte segnalato Helicopter Quartet con il Quartetto Arditti che si esibisce nella sala Sinopoli mentre quattro elicotteri sono in volo. A curare la regia del suono è Alvise Vidolin, narratore, invece, è Piergiorgio Odifreddi. Nel ricco cartellone spazio poi a un lavoro multimediale, «The blue planet», ideato e diretto da Peter Greenaway e Saskia Boddeke con le musiche di Goran Bregovic (teatro Nazionale dal 30 gennaio all’8 febbraio). Il giovane Riccardo Panfili insieme all’orchestra di Santa Cecilia, sarà, invece, protagonista al Parco della Musica con «Danzario» il 7 febbraio (alle18), il 9 (alle 21), e il 10 (alle 19.30). Punta sulla spettacolarizzazione offerta da un’orchestra di cento chitarre elettriche «A secret rose», spettacolo sulle musiche di Rhys Chatham (Auditorium, 17 febbraio ore 21). Il pianoforte di Danilo Rea sarà al centro della scena il 3 marzo (alle 20.30) nell’Aula magna della Sapienza; ai bambini dedica, invece, una due giorni all’auditorium l’Accademia di Santa Cecilia: appuntamento domenica 8 marzo (alle 17.30) e lunedì 9 (alle 10.30) con «Chi rapì la topina Costanza?» sulle musiche di Roberta Vacca. «La città - spiega Umberto Croppi, assessore capitolino alla Cultura - sta dedicando particolare attenzione alle forme artistiche contemporanee perché Roma ha bisogno di tornare a essere uno degli incroci della contemporaneità».