Musica, danza e acrobazie, la generazione Facebook ha il suo show su misura

Coreografie pop, ritmi da tv, musiche tra la Callas e gli U2 I Bad Boys of Dance danno modernità alla danza classica

Parigi - Un giorno il dottor Daniel Thomas uscendo di casa si trovò di fronte il suo vicino, Mel Howard e gli disse: «Un pomeriggio di questi vorrei che vedessi mio figlio ballare, tu sei un produttore, dimmi che ne pensi». E fu una folgorazione: il vecchio produttore, con alle spalle già decine di successi in tutto il mondo, scoprì un talento, lì nella via accanto, a Washington D.C. Quel ragazzino, con un nome di quelli che possono dare solo i genitori cresciuti nel periodo hippie, si chiama Rasta Kuzma Ramacandra Thomas. Aveva un anno quando si fratturò le gambe in un incidente stradale e sembrava non poter più camminare bene. Il padre lo sottopose a cure intensissime e a tre anni lo iniziò alle arti marziali. Finì poi in una classe di danza solo per una punizione. Quasi uno scherzo. Oggi Rasta Thomas è uno dei più grandi talenti della danza mondiale. Dalla classica al pop, dal tip tap alla contemporanea, Rasta e la compagnia dei suoi «Bad Boys of Dance» sono in tour da tre anni in tutto il mondo ed arriveranno in Italia dal 2 novembre, al Teatro Nuovo di Milano, fino al 12, passando per Ferrara, Trieste, Torino, Bologna, Firenze, Genova e Roma.
Sabato scorso hanno riempito per la terza serata di fila il Casino de Paris. Uno spettacolo di danza su musica rock e pop, fatto apposta per la generazione di Facebook e Youtube. «L’idea che sta dietro a Rock the Ballet è buona danza su buona musica. Tutto qui», dice Rasta. Non c’è trama in questo musical fatto di piccoli frammenti capaci di mettere insieme U2 e Maria Callas, Jacques Brel e Prince, così come potrebbero scorrere su un I-pod, semplicemente susseguendosi in ordine sparso.
In sala un mucchio di ragazze e ragazzi parigini hanno l’aria di essere ballerini o aspiranti, ma anche fan di questo fenomeno planetario, bello e scintillante come si conviene a una étoile. Urla, applausi e gridolini a scena aperta. È uno spettacolo pop, nel senso più puro del termine. Musica facile, straconosciuta, da Bohemian Rapsody dei Queen a Billie Jean di Michael Jackson, la cui figura aleggia sempre dietro questo spettacolo. In scena sei ballerini, compreso Rasta, e una ballerina, la moglie e coreografa Adrienne Canterna, bionda, minuta, bravissima. In realtà il corpo di ballo è composto da 12 o 15 persone, perché per uno spettacolo ad alto tasso acrobatico ed energetico come questo è d’obbligo il turn-over ogni sera. Nessuno potrebbe fare sette spettacoli alla settimana a quei ritmi.
La sfida di Rasta Thomas è divertire il pubblico. Come dargli torto: in effetti di solito la danza raccoglie spettatori molto compìti, intenti ad apprezzare la poeticità millimetrica dei corpi, in una specie di bolla silenziosa, riservata a pochi adepti. Qui invece sembra di essere ad Amici o XFactor, o di vedere una puntata di Saranno Famosi. Cioè: i tempi sono quelli della tv. Una via l’altra si alternano le hit musicali in ordine sparso, e dopo un’aria della Carmen in cui i sei ballerini si esibiscono in danze spassosissime con altrettante bambole gonfiabili, arriva Lenny Kravitz con una botta di energia a cambiare ritmo. Il secondo tempo poi è tutto fisico ed energia. I passi, anche per chi non se ne intende, sono chiaramente di stampo classico e piazzarli su musiche pop trasforma il tutto in un impasto più che postmoderno. Il pubblico lo sa, lo sente, lo capisce. E che pubblico. Nell’intervallo si accendono le luci e mezza platea estrae smartphone di ogni genere e tipo, Nintendo DS, Play Station portatili ed inizia a giocare, chattare, aggiornare il profilo Facebook. A loro parla Rasta Thomas. Di più: alla domanda su come faccia a selezionare ballerini così giovani (nessuno ha più di 25 anni, mentre Rasta è il vecchio della compagnia con i suoi 29), risponde semplicemente: «Guardo su YouTube, cerco nei social network, a volte guardo la tv e quando qualcuno mi sembra bravo gli mando una mail per chiedere se ha voglia di unirsi a noi».
Ed è proprio sulla Rete che corre anche il primo appuntamento italiano con Rasta, un’anteprima degli spettacoli: il 29 ottobre, alle ore 13 in piazza San Babila a Milano. Un «Flash mob» da 4 minuti. Chi sa cos’è, ci andrà.