LA MUSICA DEI CIELI il pop rilegge le note sacre

Due i progetti ad hoc: l’«Offertorio natalizio» di Vinicio Capossela e «Noise mass» di Arto Lindsay

Luca Testoni

Celebra quest'anno il suo decennale Musica dei Cieli, la rassegna curata dall’associazione Vagalume e promossa dalla Provincia di Milano in collaborazione con l’Arcidiocesi, ormai un classico dell’Avvento prenatalizio.
Per questo, ancora una volta, le chiese e le basiliche di Milano e provincia aprono le proprie porte alla musica. Dietro la manifestazione, a cui hanno dato la propria adesione 24 comuni (incluso, ed è la prima volta in assoluto, il capoluogo lombardo), si nasconde una duplice finalità: da un lato, offrire una lettura della spiritualità e della religione attraverso la musica di oggi e, dall’altro, promuovere la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico religioso dell’area metropolitana milanese.
«Si tratta di una kermesse unica e innovativa in Italia, che riesce a fornire una riflessione sul sacro in maniera decisamente non istituzionale», sottolinea don Luigi Garbini, incaricato diocesano dei concerti nelle chiese, nonché uno degli ideatori della rassegna ad ingresso gratuito in programma dal 12 al 23 dicembre (Per informazioni: tel. 02/77406311 e www.provincia.milano.it/cultura). E in effetti rappresentano un perfetto esempio di approccio non istituzionale al tema del sacro le due suggestive produzioni realizzate appositamente per quest’ultima edizione: la Noise Mass di Arto Lindsay (première il 16 in Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa a Milano), durante la quale il musicista statunitense «tenterà di trasfigurare le sezioni della messa cattolica con un approccio rumorista», e il concerto Non c'è disaccordo nel cielo - Offertorio natalizio per strumenti inconsistenti (il 20 alla chiesa di Santa Maria Assunta in Certosa a Milano), che vedrà l’estroso cantautore Vinicio Capossela, novello premio Tenco, alle prese con composizioni proprie, insolite riletture altrui (Ciaikovskij e Bach) e strumenti davvero originali (gong delle nuvole e cristallarmonio).
Tra le altre esclusive di Musica dei Cieli - strutturata in 35 concerti, 11 dei quali a Milano e i restanti nelle chiese della provincia -, vanno segnalati il progetto tra pop e musica sacra Quam delicta del duo Petra Magoni-Ferruccio Spinetti, ospitato a Milano in San Pietro in Sala il 13; e quello sospeso tra canzone d'autore, poesia e fede della rediviva Alice, attesa in San Marco il 22.
Meritano poi attenzione anche la Messa Luba, la prima messa rituale africana della storia, con protagonista il Coro Cantosospeso assieme alla cantante del Benin Angelique Kidjo (il 18 in Santa Maria della Scala in San Fedele); il live denso di memoria e spiritualità dell’arpista milanese Cecilia Chailly (il 19 in San Marco); il suggestivo mix di religiosità popolare islamica, blues e trance dell’ultra settantenne egiziano Sheikh Ahmad Al-Tûni (il 21 in Santa Maria Segreta); la performance del minimalista fiammingo Wim Martens (il 15 in San Vittore al corpo); e il gospel eseguito con la steel guitar (le chitarre inventate alle Hawaii...) dai fratelli statunitensi Campbell, accompagnati per l’occasione dal tastierista John Medeski (il 14 in San Nicola in Dergano).